Caligiuri: “avviare un bando per il Piano per il lavoro straordinario in Calabria”

lavoro“Dovremmo guardare alle persone fragili e considerarle non un problema, ma una risorsa per la società. E, partendo da questo presupposto, ritengo sia necessario avviare un bando per il “Piano per il lavoro straordinario in Calabria”, destinato a soggetti che hanno gravi problemi di carattere sociale, psico fisico o familiare. Si tratterebbe in effetti di un bando, meglio identificato come “progetto innovativo integrato per l’inclusione sociale di persone svantaggiate”, che mette a disposizione di singoli soggetti, ma anche di aziende ed enti che operano nel sociale, una cifra per favorire l’uscita dall’isolamento e un nuovo contatto con il mondo del lavoro. Si tratterebbe di un’operazione abbastanza rivoluzionaria, perchè i soggetti che in passato erano i beneficiari muti di interventi pietisticamente assistenzialistici, acquisirebbero nome e cognome, incrociandoli in carne ed ossa. Aiutare le imprese a formare e accompagnare nel mercato del lavoro gli ex detenuti, i tossicodipendenti, le donne sole, i minori a rischio, gli stranieri con particolari difficoltà di inserimento, i perdenti lavoro e tutti quei soggetti fragili, che soprattutto in tempi di crisi, vivono in una condizione drammatica, significa attuare una nuova idea di welfare, che non è certamente riconducibile al bando approvato qualche giorno fa dalla giunta regionale di Oliverio, che riguarda la concessione di contributi per l’acquisto di abbonamento rivolto ad  usufruire del servizio di trasporto pubblico locale. Se i problemi dei soggetti che vertono in condizioni di disagio economico sociale, riguardassero i biglietti degli autobus, la Calabria non sarebbe agli ultimissimi posti in scala nazionale, ma sicuramente nei primi. Urge quindi, costruire nuove politiche per soggetti che sono portatori di diritto. Un ex detenuto è un portatore di diritto e, nella realizzazione del suo diritto c’è la possibilità anche di trascenderne le ragioni, che lo hanno collocato nella categoria dei cattivi. Una persona in riabilitazione psichiatrica può trovare nella formazione al lavoro e nel lavoro, la terapia migliore per la propria condizione. Dobbiamo attuare un cambiamento radicale dello sguardo sulle persone vulnerate e vulnerabili. Aiutare uno che si è inciampato mille volte ad alzarsi in piedi e a trovare una strada che gli consenta non solo di avere qualcosa dalla società, ma di restituire qualcosa, formandosi e incominciando a fare un lavoro“. E’ quanto scrive in una nota Maria Josè Caligiuri, responsabile Regionale Dipartimento Diritti Umani e Libertà Civili di Forza Italia in Calabria.