La miseria della baraccopoli di Messina su Rai 2: Gioveni scrive al sindaco

Il consigliere comunale Libero Gioveni scrive al sindaco: “L’orrore andato in onda su Nemo, il fallimento negli anni, l’inerzia della L.R. 10/90 e l’esempio dei finanziamenti nazionali “alternativi”, impongono anche la strada della Protezione Civile”

nemo nelle baracche a messinaDopo il servizio andato in onda su Rai 2, sulle elezioni in Sicilia viste dalla baraccopoli di Messina,  il consigliere comunale Libero Gioveni scrive una lettera al sindaco Accorinti:

 Con la presente, facendo seguito ad una mia precedente missiva e dopo l’ennesima vergogna diffusa purtroppo in tutta Italia da “Nemo” che ha riguardato il rione di Fondo Fucile, mi preme farLe delle considerazioni prospettando delle possibili soluzioni delle quali la invito a farsi portavoce in merito al delicatissimo settore del Risanamento e, in generale, alle politiche abitative, alla luce sia dell’immobilismo regnante negli anni, sia dei fatti concreti che hanno visto finalmente finanziare un’opera come la copertura del torrente Bisconte-Catarratti, sia infine alla luce dei pericoli per la salute e la sicurezza di centinaia di famiglie che da decenni attendono l’assegnazione di una dimora dignitosa! Negli ultimi anni, infatti, sono stati numerosi gli episodi di pericolo che hanno interessato le aree degradate dei vari ambiti: rione Taormina, Fondo Fucile, Fondo Saccà, via Santa Silvia e via Carobonaro a Camaro S. Paolo, così come sono tantissime anche le ordinanze di sgombero emesse nei confronti di quei nuclei interessati da crolli di tetti, “esplosioni” di condotte fognarie all’interno delle baracche o instabilità strutturale degli stessi tuguri, che purtroppo gonfiano a dismisura (senza mai però rapidamente “sgonfiare” per carenza di alloggi) le graduatorie per l’emergenza abitativa. Se a tutto questo si aggiunge anche l’enorme “piaga” per la salute pubblica riconosciuta persino per legge che è rappresentata dalla presenza dell’amianto “killer” nelle varie baraccopoli cittadine (fra tutte quella, appunto, di Fondo Fucile che abbraccia circa 150 famiglie su cui, tuttavia, la Sua Amministrazione pare stia tentando di risolvere col progetto “Capacity”), non si può non riflettere seriamente sul fallimento della politica messinese e regionale nel settore del Risanamento, che partendo dalla L.R. 10/90 non è riuscita a dare quelle importanti risposte che non solo chi vive in baracca si aspettava, ma anche tutti quei cittadini che si vantano di vivere in una città apostrofata come “porta della Sicilia” o, così come leggiamo anche in qualche cartello di benvenuto, “città d’Europa”! Che fare alloraIl recente e concreto esempio di avvenuto finanziamento per la copertura e riqualificazione ambientale del torrente Bisconte, unitamente all’innovazione dei bandi per le periferie e ai tentativi di attingere da fonti nazionali alternativi come “Italia sicura” per finanziare la messa in sicurezza di aree a rischio, ritengo dia già la risposta: Avviare nuovi percorsi politici, amministrativi e normativi diversi da quelli intrapresi negli ultimi 27 anni che includano la possibilità, specie per le zone classificate più a rischio, di scorporare alcuni ambiti di Risanamento finora finanziati con l’ormai vetusta L.R 10/90 e altre similari, inserendoli nel contesto di progetti da finanziare soprattutto con i fondi della Protezione Civile. La invito, pertanto, formalmente ad investire tutta la neo-deputazione regionale e quella nazionale affinché si persegua questo nuovo indirizzo politico che, stante i fallimenti passati e reiterati negli anni, sembra essere l’unico percorribile per imprimere la necessaria svolta in un settore che finora e per decenni ha fatto “acqua” da tutte le parti!