Atm nei guai: il Tribunale di Messina condanna a riconoscere a 9 lavoratori un parametro superiore

Il Tribunale di Messina condanna Atm a riconoscere a 9 lavoratori un parametro superiore, con pagamento di spese, differenze retributive, interessi e rivalutazioni. Gioveni: “Subito un tavolo con  il Direttore Generale”

atm messina2“Dire che avevo ragione, con tanto di interrogazione premonitrice presentata nel 2014 che venne puntualmente disattesa, sarebbe adesso come sparare sulla croce rossa, ma qualcuno ora dovrebbe dare conto e ragione di questo madornale errore di valutazione che costerà caro e salato alle casse dell’ATM”. Il consigliere comunale Libero Gioveni lancia l’allarme sul buco di bilancio creatosi in ATM per effetto della sentenza n. 1286 del 24 ottobre 2017 emessa dal Tribunale ordinario di Messina, con la quale 9 operatori di esercizio ex par. 158 hanno avuto riconosciuto, con decorrenza 1 marzo 2012, l’applicazione del par. 193 per aver ininterrottamente svolto mansioni al SAE (Sistema di Ausilio all’Esercizio). “Non posso non ricordare quella famosa interrogazione indirizzata all’assessore alla mobilità urbana Cacciola e all’ex Direttore Generale di ATM Foti – spiega Gioveni – con la quale li invitai a regolarizzare le posizioni di questi lavoratori che per 3 anni consecutivi, a seguito di una selezione pubblica da loro vinta per operatori SAE indetta nel 2010 con tanto di corsi di formazione svolti, furono impiegati in questa particolare e delicata attività professionale che si occupa di supervisionare la linea tranviaria, gestire gli impianti di rilevamento delle vetture, i sistemi di sicurezza per il radiocomando degli scambi ecc. All’epoca il Direttore Foti – prosegue il consigliere – giustificò il diniego a procedere al riconoscimento delle nuove figure professionali perché andò sostenendo che la selezione fosse propedeutica alla DCO mentre gli operatori SAE, a suo dire, non avrebbero mai fatto la DCO, fatto però smentito dal Giudice del Lavoro che nella sentenza ha dimostrato che con degli ordini di servizio del 2008 e 2009 l’azienda aveva imposto ai conducenti del tram di svolgere a turno mansioni superiori di DCO. Questo “scherzetto” ad oggi, numeri e calcolatrice alla mano – fa notare preoccupato l’esponente del gruppo Misto – costerà all’azienda trasporti più di 130.000 euro frutto delle differenze retributive fra i parametri 158 e 193 per 6 lavoratori e fra i par. 175 e 193 per i restanti 3, senza considerare le spese di lite, gli interessi e le rivalutazioni monetarie come per legge che certamente fanno lievitare di parecchio la somma che ATM è costretta a sborsare! Alla luce di questo piccolo grande “macigno” caduto sull’azienda trasporti – conclude Gioveni – e considerato che nell’attuale sessione lavori del Consiglio Comunale sono inseriti anche i Bilanci di ATM degli anni in questione, è certamente opportuno e urgente convocare in Commissione Bilancio gli assessori al ramo e il Direttore Generale di ATM per capire quali possibili effetti negativi potranno esserci sia a breve che a lunga scadenza (in riferimento anche alla sostenibilità del piano di riequilibrio) e se ci siano ancora in itinere delle controversie giudiziarie pendenti i cui effetti potrebbero incidere ancora negativamente sui bilanci dell’azienda”.