Sicilia, operatori turistici in subbuglio: “la Regione non va a Cannes”

International Luxury Travel Market di CannesOperatori turistici siciliani in subbuglio per la mancata partecipazione della Regione all’International Luxury Travel Market di Cannes. A darne notizia è il sito travelnostop.com, che raccoglie la delusione degli operatori isolano. “E’ notizia di questi giorni la decisione dell’assessorato regionale al Turismo di annullare la propria partecipazione alla Iltm, in programma dal 4 al 7 dicembre – si legge – Decisione che tra l’altro è stata comunicata agli operatori con un brevissimo post su Facebook con cui viene revocato quanto precedentemente pianificato nel piano delle borse e fiere previste per il secondo semestre dell’anno”. A farsi portavoce dei malumori degli operatori dell’isola che operano in questo segmento turistico è Dario Ferrante di Tour Plus Sicilia, tra gli operatori più rappresentativi del comparto.
La decisione della Regione – afferma Ferrantedi non partecipare ad un evento così importante denota la più totale inconsapevolezza del comparto e disinteresse sugli effetti positivi che genera e che potrebbe generare, per l’indotto dell’isola, un incremento esponenziale di questo segmento. Non conosco le motivazioni, ma fa sinceramente rabbia constatare come manchi una visione politica lungimirante e che porti avanti (al di la dei colori politici) il reale interesse di questa regione“.
La ILTM è una occasione unica per fare incontrare domanda e offerta e per cercare di attrarre la clientela alto-spendente mondiale che richiede destinazioni nuove – dice ancora – Direi, un appuntamento fondamentale per si occupa di questo tipo di turismo e per chi ha a cuore le sorti economiche della nostra isola. Tra l’altro, l’assenza della Sicilia ha profondamente deluso le aspettative dei buyer americani che non hanno mancato di far conoscere il loro disappunto. Non parliamo di una fiera generalista rivolta a quelli che chiamo ‘cacciatori di gadget’, ma di una occasione concreta di incontro tra i maggiori decision maker mondiali (in grado di decidere il futuro di una destinazione) e gli operatori turistici. Nella passate edizioni, il volume di affari generato a seguito di questo evento è stato tangibile e gli effetti quasi immediati”. Ma Ferrante non è il solo. Altri operatori, su Facebook e a Travelnostop.com, hanno manifestato meraviglia e sgomento per questa marcia indietro dell’assessorato.  Secondo Barbara Iurato di Eracle Travel, “il segmento lusso rappresenta una voce importante delle presenze turistiche in Sicilia. Non coinvolge solo hotel e trasferimenti, ma le eccellenze della Sicilia attentamente selezionate dagli operatori turistici che si adoperano per promuovere la Sicilia come una destinazione in grado di unire servizi di lusso a esperienze uniche e irripetibili. Clienti che arrivano spesso da paesi molto lontani e che ritornano dopo avere sperimentato l’unicità dell’offerta turistica dell’isola. E quindi cantine, guide turistiche, ristoranti, produttori di olio d’oliva e di altri prodotti del settore agricolo, charter nautici, artigianato, solo per citarne alcuni”.
“È stata una profonda delusione – commenta Alex Massari della Locanda Don Serafino – apprendere la decisione della Regione Sicilia di abbandonare il più importante evento turistico del lusso europeo. Una partecipazione che negli anni ha permesso, grazie alla passione degli operatori, di sdoganare i dogmi della più grande isola del Mediterraneo e di raccontare le meraviglie che le generazioni del passato ci hanno lasciato, trasformando le debolezze nei punti di forza e registrando ritorni di cui ha beneficiato l’intero indotto locale”. “Una pessima e scorante notizia – aggiunge Dario Cherubino di Azimut -. In un momento in cui segmenti di mercato come quello del lusso diventano sempre più probabili ed essenziali ingranaggi di un virtuoso meccanismo di crescita e sviluppo del nostro territorio, scelte come questa mortificano la percezione globale della Sicilia, lasciandone ancora una volta gli oneri al solo comparto privato”.
“Ho avuto il privilegio di partecipare alla fiera del lusso di Cannes per due anni consecutivi – racconta Barbara Morana di Absolute Sicilia -. La Sicilia è sempre stata tra le regioni italiane più ricercate e gettonate dagli operatori del settore. L’ILTM di Cannes quest’anno presenterà una penisola monca, l’Italia senza la Sicilia, il sogno di tanti ahimè. La grande assente è stata annunciata da un post su Facebook, post ancora più triste della notizia che annuncia. Una decisione incomprensibile, figlia di chissà quali ragioni, sicuramente non le nostre, non quelle di chi sul lusso ha puntato da anni come motore di sviluppo e crescita e che, grazie anche all’ILTM, è riuscita a tessere collaborazioni che non solo perdurano nel tempo, ma si moltiplicano grazie al duro lavoro e alla consapevolezza che la Sicilia merita un luogo da protagonista nel mondo del turismo del lusso”. Anche Val di Kam, la piccola società di servizi turistici con base a Sant’Angelo Muxaro e che opera in tutto l’agrigentino, portando avanti da venti anni con ottimi risultati il concetto del turismo esperienziale, si dichiara parecchio contrariata per la decisione dell’assessorato di non partecipare alla fiera di Cannes. “Da marzo a novembre – dichiara Pierfilippo Spoto – Sant’Angelo e i Sicani ricevono con cadenza quasi giornaliera, ospiti americani e nord europei a caccia delle esperienze che ha reso famosa la stessa zona. Si tratta di ospiti facoltosi che soggiornano in strutture di alto livello come il Verdura Golf Resort, Villa Athena, Fontes Episcopi Bio Resort ed altri che cercano di vivere delle esperienze vere che questa Sicilia semplice propone. Il nostro movimento – continua Spoto – arriva dai pacchetti in cui siamo inseriti dai tour operator siciliani e non che partecipano a fiere come quella di Cannes, ormai divenuta una vera istituzione per l’incontro della domanda e offerta del turismo di lusso”.
“La fiera di Cannes – sottolinea Carolina Castellucci (STS) – costituisce uno degli appuntamenti più attesi del settore. L’assenza della Regione Sicilia non solo azzera l’opportunità per gli operatori di partecipare ma costituisce un grave danno all’immagine della destinazione che al contrario proprio in questo momento storico ha bisogno della maggiore visibilità possibile, soprattutto nel segmento del lusso. La STS si unisce pertanto al coro degli operatori che hanno appreso con stupore la notizia, data a meno di un mese e mezzo dall’evento”.
“Vorremmo solo – conclude Ferrante – che chi si occupa del turismo a livello istituzionale potesse realmente fare il bene di questa regione, la cui unica colpa è sempre stata quella di essere stata governata da gente interessata a ‘fare potere’ piuttosto che al ‘potere fare’.” (AdnKronos)