Rete ospedaliera Messina, Cgil: “Mancano gli interlocutori sul riordino del sistema”

Nel corso dell’incontro a Messina Clara Crocè ha evidenziato la necessità di affrontare in modo serio, concreto e costruttivo il tema della sanità in Sicilia, un invito rivolto soprattutto alla classe politica regionale che verrà fuori dalle urne del prossimo 5 novembre

ospedale-genericoSono stati tanti gli interrogativi avanzati questa mattina dalla CGIL in occasione dell’incontro convocato dal sindaco Renato Accorinti per discutere della riorganizzazione della rete ospedaliera della provincia di Messina. Assente l’assessore al ramo Gucciardi. “Spiace constatare l’assenza- ha esordito la segretaria confederale, Clara Crocé – di coloro che dovrebbero rappresentare i nostri interlocutori nell’affrontare un tema così delicato come quello della sanità, un tema a cui i nostri politici, soprattutto quelli che verranno, dovranno dare risposte serie e concrete. “Sono tante le cose che, come CGIL, avrei rivolto all’assessore: innanzitutto, non posso fare a meno di ricordare-esordisce la Crocè-che la CGIL ha preso atto della rete ospedaliera per consentire i concorsi e la stabilizzazione dei precari in sanità, anche perché è stato assunto l’impegno che per ogni provincia si sarebbero aperti i tavoli tecnici per cercare di porre rimedio alle gravi discriminazioni subite da alcune province rispetto ad altre. Ci avevate detto che avremmo potuto monitorare gli effetti del decreto Balduzzi, per poter garantire una assistenza dignitosa ospedaliera, territoriale, domiciliare, e dell’emergenza. Tutto questo non è accaduto, l’offerta assistenziale nella provincia di Messinarimane insufficiente”. La rappresentante sindacale evidenzia inoltre come la Medicina del territorio sia inesistente e le aziende Sanitarie non hanno messo in campo alcuna azione concreta. “Non sono state sperimentate azioni di integrazione ospedaliera. La Rete emergenza urgenza 118 meriterebbe la giusta attenzione. Le nostre ambulanze– afferma la Crocé – si muovono sul territorio senza conoscere le disponibilità dei posti letto. Ancora non esiste il personale medico e infermieristico dedicato al 118”. Non mancano anche le domande che la segretaria confederale rivolge al sindaco Accorinti: “Come mai abbia aspettato tanto per convocare la conferenza odierna, che la CGIL chiede da mesi, e che purtroppo avremmo sperato potesse essere più concreto: adesso ci troviamo in piena campagna elettorale per discutere di sanità con interlocutori che probabilmente il 6 novembre non saranno gli stessi. La nostra provincia è stata massacrata, nonostante qualche aggiustamento in seguito alle proteste dei cittadini e dei sindaci”. Come non pensare, entrando nello specifico, al presidio di Patti o ancora al presidio ospedaliero di Barcellona, inesistente; a Mistretta permangono tutte le difficoltà essendo zona disagiata. Altrettanto dicasi per Sant’Agata dove si lamenta la mancanza di attrezzature basilari. “E’ necessario dare risposte ai cittadini-aggiunge la Crocè- attraverso il potenziamento della medicina territoriale. E che dire del Papardo, che è stato Ospedale di Riferimento Regionale per la gestione dell’emergenza di III° livello, è stato privato in breve tempo di diverse unità specialistiche e, quindi, di posti letto”. Giova a tal riguardo segnalare che la riduzione dei posti letto nella nostra provincia ha toccato la percentuale del 20%, mentre quella degli altri Ospedali della Regione Sicilia si attesta sull’8%.  Infatti, mentre con il Decreto Assessoriale del 14.1.2015 (“Riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera-territoriale della Regione Sicilia“, pubblicato sulla G.U.R.S. n°4 del 23.1.2015), all’Azienda “Papardo” venivano attribuiti 410 posti letto, con l’attuale Rete Ospedaliera l’Azienda ne vede assegnati 339. A questi vanno necessariamente sottratti i 15 posti letto di Psichiatria, in quanto struttura dell’ASP di Messina, per cui l’effettivo numero dei posti letto si riduce a 324, con una perdita di 86 posti letto. La riduzione dei posti letto ha colpito solo le strutture pubbliche nella nostra provincia mentre  il settore privato il settore privato convenzionato ha avuto un incremento di 130 posti letto passando dai 700 a 830. L’inspiegabile aumento dei posti letto dell’ospedalità privata messinese contrasta fortemente con il taglio previsto dalla Legge che, invece, ne prevedeva una riduzione in entrambi i settori (pubblico e privato), anche se diversamente ripartita. Fra l’altro sia il pubblico che il privato vengono finanziati con soldi pubblici per cui ci si chiede dove sta il risparmio e quali siano gli interessi che abbiano permesso questa trasmigrazione di risorse dal primo verso il secondo. “Nonostante l’impegno dell’attuale commissario del Papardo  in merito all’assorbimento degli esuberi-conclude la Crocè-non possiamo fare a meno di chiedere ad invarianza di spesa come verrò assicurata l’assistenza sanitaria e l’assorbimento dei vincitori di concorso”.