Regionali Sicilia: Unione Cristiana deposita ricordo al Tar

Unione Cristiana esclusa alle elezioni regionali in Sicilia per il contrassegno riportante una Croce. Scilipoti Isgrò:  “Siamo in lotta, ci impegneremo  per difendere la democrazia italiana gravemente ferita dalla cultura della morte, promossa da partiti ormai allo sbando come Pd e Cinquestelle”

Unione_Cristiana_Logo-2[1] “Abbiamo depositato il nostro ricorso al Tar di Palermo perché vogliamo che il contrassegno di Unione Cristiana venga ammesso alle prossime elezioni che si terranno in Sicilia. Il provvedimento che non consente tutto ciò, emesso dall’Ufficio Centrale Elettorale della regione presso la Corte d’Appello della città siciliana, è antidemocratico, illegittimo, scandaloso e viola i valori spirituali tutelati dallo Statuto del Consiglio d’Europa e dalla Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo (Cedu)”. Lo dichiara in una nota il presidente di Unione Cristiana, il senatore di Forza Italia, Scilipoti Isgrò. La decisione – aggiunge il parlamentare azzurro – di escludere la nostra realtà dalla competizione elettorale del prossimo 5 novembre, solo perché nel simbolo vi è una croce, è pretestuosa e rappresenta la conferma dell’instaurazione di una pericolosa dittatura culturale laicista che vuole eliminare i cristiani dalla vita pubblica, calpestando così i diritti di 58 milioni di persone e rendendo la Costituzione carta straccia. E’ in gioco la sana laicità dello stato, che regola la doverosa separazione tra l’ambito politico e religioso e la tenuta democratica dell’Italia e delle sue istituzioni locali e nazionali. Unione Cristiana non permetterà tale scempio e si organizzerà, a partire dall’incontro nazionale che si terrà a Roma il prossimo 25 novembre, per le elezioni politiche. Saremo in lotta da oggi – conclude Scilipoti Isgrò -, con l’aiuto del nostro grande Dio, per garantire la libertà minacciata al 98% della nostra popolazione. Ci impegneremo, inoltre, per difendere la democrazia italiana gravemente ferita dalla cultura della morte promossa soprattutto da partiti, ormai allo sbando, come Pd e Cinquestelle”.