Reggio Calabria: ottimo risultato per la II edizione dell’#archeotrekking

#Archeotrekking a Reggio Calabria: i partecipanti hanno potuto godere, oltre che del panorama suggestivo sullo Stretto anche della storia intricata della figlia dell’imperatore Augusto
#archeotrekking

Si è svolta domenica 1 ottobre la seconda edizione dell’Archeotrekking a Reggio Calabria, progetto ideato e promosso dall’associazione culturale Il Giardino di Morgana. Dopo la partenza dalla parte collinare della città, dall’inizio di Via Giulia i partecipanti hanno potuto godere, oltre che del panorama suggestivo sullo Stretto anche della storia intricata della figlia dell’imperatore Augusto. Il percorso poi si è articolato tra i siti archeologici della città come il Griso Laboccetta, la tomba di età ellenistica sul lungomare e sempre sul chilometro più bello d’Italia la visita alle mura greche e quella alle terme romane. Suggestiva anche la sosta nell’area del tempietto, luogo dove la prospettiva fa apparire Calabria e Sicilia come un’unica terra e dove nel racconto di questo luogo sacro per i reggini è risuonata la profezia dell’oracolo di Delfi ai coloni fondatori della città di Reggio. “Laddove l’Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città; il dio ti concede la terra ausone.” La conclusione del tour, dopo un piacevole fuori programma con la visita alla chiesa degli Ottimati, vero scrigno cittadino, si è tenuta presso il castello Aragonese, simbolo della città che permette di analizzare i secoli successivi al controllo Romano di Reggio.

Parole di soddisfazione del pres. Domenico Guarna “Sono veramente felice nel vedere lo stupore negli occhi dei curiosi, quando si narrano le pagine della nostra storia. Sembra quasi che l’animo abbia sussulti d’orgoglio. In secondo luogo sono felice perché questo percorso è stato seguito da curiosi non solo reggini ma anche da amici provenienti da Messina e Catanzaro, oltre che dagli amici di Kalabria Experience con i quali ci siamo concessi una piacevole appendice nel pomeriggio presso il Museo di Reggio a dimostrazione del fatto che condividendo il bello non si può che crescere.”