Reggio Calabria, Meduri sullo Ius Soli: “lo sciopero della fame è un’iniziativa ripugnante”

Reggio Calabria, Meduri sullo Ius Soli: “lo sciopero della fame è un’iniziativa ripugnante”

Foto_Meduri (1)“Ho riflettuto qualche giorno prima di scrivere questa nota. Prima ho voluto verificare se l’Italia si trovasse ancora sul pianeta Terra, o se il pianeta Terra si trovasse ancora all’interno della Via Lattea. Verificata la giusta collocazione terreste e galattica, non ho più avuto dubbi. Perchè, senza che questo abbia la pretesa di assumere una lettura in chiave iperbolica, la spiegazione più semplice alla totale dilagante follia che imperversa tra i Palazzi Montecitorio, Madama e Chigi, sarebbe potuta essere giustificabile soltanto con un viaggio nello spazio-tempo, in stile “Lost in Space”. Si parla, ovviamente, di Ius Soli. Nuovo cavallo di battaglia della sinistra democratica, caritatevole e disinteressata. Aldilà dell’aspetto tecnico sulle conseguenze che l’introduzione di questa ennesima stortura giuridica comporterebbe, che comunque meritano qualche accenno, è la tanto ridicola quanto finta pantomima dello “sciopero della fame” che merita di essere osservata da vicino. Non si lamentino gli anti-occidentalisti, ma, nei paesi facenti parte di quello che una volta era definito “primo mondo” (il vecchio blocco occidentale) i diritti fondamentali della persona, quali – solo per citarne alcuni – il diritto all’istruzione, all’assistenza sanitaria, alla difesa penale in giudizio, alla libera professione religiosa sono garantiti a TUTTI, intendendo per tutti: cittadini, stranieri e apolidi. Diritti fondamentali che invece non sono certamente garantiti nei paesi facenti parte del “mondo” islamico“. Lo scrive in una nota stampa Francesco Meduri di Fratelli d’Italia.

“La concessione della cittadinanza comporterebbe solamente due rilevanti novità: l’obbligo di rispondere alla chiamata alle armi in caso di Guerra e il diritto di voto. Già, il diritto di voto. Fatta questa piccola premessa, si deve dire che allo stato attuale vi sono già due modalità attraverso le quali il minore straniero può ottenere la cittadinanza italiana. Nel primo caso, nell’eventualità in cui uno dei due genitori risiedente in Italia venga “naturalizzato” a seguito di aver dimostrato di avere risorse economiche sufficienti, di non avere precedenti penali e di essere stabilmente sul territorio italiano da almeno tre anni. Nel secondo, il minore nato in Italia da stranieri può richiedere la cittadinanza italiana al compimento del diciannovesimo anno di età purchè riesca a dimostrare di conoscere la lingua, la storia e più in generale la cultura italiana. Metodi equi, corretti e in linea con l’orientamento legislativo e Costituzionale vigente. Di contro, la sinistra che parla di sempre di libertà e valori, non si rende conto del rovescio della medaglia, consistente nella circostanza che qualunque bimbo figlio di stranieri sarebbe automaticamente cittadino italiano, anche colui che non ha interesse a esserlo concretamente. Quanto infine allo sciopero della fame, troviamo questa iniziativa ripugnante! Non di per sé stessa, ma per le tempistiche di utilizzo. In questi anni, riteniamo, ci siano state tante occasioni per far sentire la propria vicinanza ai cittadini con questo originale metodo Solo per citarne alcune: Legge Fornero, Scandalo Banca Etruria, Terremotati abbandonati a se stessi, 80 euro dati in busta e poi restituiti, tassazione e disoccupazione alle stelle. E ci si “ricorda” di promuovere un tale spettacolo per lo Ius Soli? Vergogna! Un pensiero particolare per la Bindi (eletta in Calabria, ricordiamolo!) si preoccupi della disoccupazione giovanile al 58% nella sua Regione d’adozione politica, digiuni per protesta per questo e non per gli immigrati.  Se non rendersi conto di queste innegabili verità costituisce una prerogativa dei sovranisti, o peggio, dei populisti, allora questi sono gli ultimi sani di mente” conclude.