Reggio Calabria: lettera-invito a collaborare e fare rete alla prefettura e all’amministrazione comunale del dirigente dell’IC Falcomatà Archi

Reggio Calabria: obbligo di vigilanza e tutela dell’autonomia del minore di uscire da scuola e tornare a casa da solo, i temi della lettera-invito a collaborare e fare rete alla prefettura e all’amministrazione comunale del dirigente dell’IC Falcomatà Archi Serafina Corrado

scuola banchiIl dirigente dell’istituto comprensivo Falcomatà Archi di Reggio Calabria, dottoressa Serafina Corrado punta a tutelare l’autonomia dei minori di 14 anni per consentire loro di uscire da scuola e tornare a casa da soli, piuttosto che imporre l’obbligo per i genitori a venirli a prendere davanti al cancello. Poiché mancano leggi chiare – un vuoto normativo che quindi, va presto colmato – la dirigente Corrado ha inviato una lettera al prefetto Michele Di Bari e al sindaco Giuseppe Falcomatà, proponendo per i minori di età compresa tra 12 e 13 anni, di “costruire insieme un percorso di promozione di reti istituzionali, sociali e comunitarie, sensibili ed accoglienti per avvolgere e contenere i rischi che provengono dai territori su cui ricadono gli edifici scolastici di questa Istituzione”. Sia il prefetto Di Bari che il sindaco Falcomatà hanno accettato l’invito al dialogo “dando prova di grande sensibilità sul tema sollevato dalla scuola reggina” rileva Serafina Corrado che, esprimendo “vivo ringraziamento per la disponibilità dimostrata”, vede come “ideale occasione di confronto costruttivo” la loro partecipazione all’annuale tavolo di concertazione indetto dall’i.c. Falcomatà Archi per esaminare il Patto Educativo Territoriale – PET – dell’anno scolastico 2017-2018.
L’argomento dell’obbligo per la scuola della vigilanza sugli alunni tiene banco in questi giorni su tutti i giornali in Italia dopo la sentenza della Cassazione che ha condannato preside e docente dell’ultima ora per non aver affidato a un adulto un ragazzino. I giudici della Cassazione hanno stabilito che il coinvolgimento di un minore di undici anni in un incidente fuori dal perimetro scolastico non esclude la responsabilità della scuola. Dopo la sentenza, in alcune scuole sono nuovamente comparsi regolamenti che impongono la riconsegna dei ragazzi solo nelle mani di un adulto, ma laddove è accaduto sono esplose polemiche e battaglie con le famiglie. Nella lettera inviata “sulla scorta della lettura di una forte domanda di autonomia da parte di minori e famiglie”, la Dirigente delle scuole medie Ibico/Pirandello di Santa Caterina-San Brunello, e Klearchos di Archi, ha auspicato “la costruzione di un sistema sinergico che possa consentire ai minori di muoversi in totale sicurezza, ed alle famiglie di vivere con serenità l’autonomia dei propri figli”. Quindi, ha sollecitato la realizzazione di “un sistema integrato di interventi basato sulla valorizzazione dell’alunno cittadino cui deve essere rivolto massimo sostegno nello svolgimento dei suoi compiti basilari”. Ma, avverte la dirigente, “senza un sistema di supporto questa istituzione è tenuta a declinare, ab origine, anche per la salvaguardia di responsabilità ricadenti sui docenti di questa scuola, le richieste ad oggi acquisite”. “Potrebbe prevedersi – scrive Serafina Corrado -, oltre alla misure di accompagnamento prescritte dalla vigente normativa a carico del Comune ( pre-post accoglienza, trasporto, eccetera), anche una presenza delle forze dell’ordine per assicurare un regolare e sicuro rientro a casa del minore. Certamente, la presenza dei servizi succitati non sarebbe esimente da responsabilità in caso di eventi dannosi, ma contribuirebbe a creare condizioni di bassissimo/nullo rischio ambientale”. La scuola Falcomatà Archi “a tal fine si pone a totale servizio per ogni forma di collaborazione tesa alla tutela, allo sviluppo sociale, culturale e civile dell’utenza che a vario titolo afferisce a questa Istituzione”. In attesa di nuove disposizioni di leggi, “nell’ottica di una migliore qualificazione e fruizione dei servizi erogati da questa istituzione, la scrivente intende invocare il supporto e sensibilizzare i soggetti istituzionali, ognuno per gli ambiti di competenza, al fine di porre in essere misure di intervento territoriali volti alla maggior tutela dei minori”. E “conferma la propria disponibilità per programmare occasioni di sviluppo al fine di favorire il continuo miglioramento della qualità della vita dei nostri alunni e delle loro famiglie”.