Reggio Calabria, Laganà (Cda Unirc): “necessaria una riforma generazionale, c’è una Calabria in fuga”

università-mediterranea“I dati degli ultimi anni ci forniscono un quadro preoccupante rispetto alle energie che laureate nei nostri atenei emigrano verso il Nord. E’ evidente che la qualità dell’offerta formativa prodotta dalle Università della Calabria si riassume in standard di alto livello e non è un caso altresì che tantissimi tra i colleghi studenti ed ex studenti oggi ricoprono ruoli di direzione strategica tanto nelle varie istituzioni quanto nelle migliori aziende e società tanto in Italia, Calabria compresa, quanto all’estero. Se è vero che una parte dei flussi in uscita dalla Calabria vanno verso l’estero è ancora più preoccupante il dato della emigrazione transregionale che palesa la vera e propria fuga dei cervelli verso il Nord Italia causa l’assenza di economia e lavoro per chi aveva deciso di studiare in Calabria. Altro dato preoccupante è il tema dei collegamenti verso la Calabria che rallenta i flussi in entrata da parte di potenziali studenti di altre regione che potrebbero decidere di venire a studiare ed a vivere nella nostra amata terra. Il tema del post laurea pertanto è il tema che va affrontato per mettere in campo una strategia che consenta alla Calabria di mantenere le proprie energie in loco. Senza entrare in ragionamenti che riguardano le appartenenze politico partitiche o l’opinione che ognuno di noi può avere sull’azione del governo nazionale dai dati sugli investimenti statali che comprendono anche quelli realizzati dal Settore pubblico allargato (Spa) emerge che la regione che ha beneficiato di maggiori risorse, escludendo ovviamente le casistiche speciali, è stata la Calabria. Queste risorse tuttavia non si sono trasformate in opportunità per il nostro territorio con un depauperamento di risorse umane che ovviamente immaginano e pensano una vita fuori dalla propria terra nativa. Questo dato impoverisce la Calabria dalle migliori risorse e crea un conseguente danno economico atteso che investimenti e flussi economico finanziari si spostano insieme al capitale umano. La mia generazione che ha deciso di rimanere in Calabria non può fare spallucce, sarebbe essere complici di quello che sta avvenendo. Regione ed Università, ed allo stesso tempo enti locali a vario livello devono mettersi attorno ad un tavolo per mettere in campo una strategia che possa arginare questa situazione. I fondi comunitari rivolti alle Università possono essere un primo importante punto di partenza ma da solo non basta. Serve fare un ragionamento sulle Politiche Giovanili e sulle Politiche del lavoro, serve creare una rete di incentivi a livello nazionale per chi punta nella propria regioni sulle migliori energie laureate proprio in loco. Il tempo per fermare questa tendenza negativa per la nostra regione c’e’, i nostri rappresentanti istituzionali hanno la possibilità ed il dovere di fare oggi la più grande ed importante riforma per la nostra regione la “Riforma Generazionale” che punti su opportunità , ricerca e lavoro, che consenta a chi sceglie di rimanere in Calabria di avere l’opportunità di spendersi da un punto professionale per il proprio territorio. Le elezioni politiche in vista ci impongono di sottoporre a tutti i candidati il tema dei giovani di oggi che hanno una vita precaria nel deserto di opportunità. Non ci accontentiamo di essere passivi alle scelte di altri siamo consapevoli delle nostre capacità, della nostra preparazione ma anche della necessità di mettersi in gioco per creare opportunità per noi stessi e di conseguenza per la nostra regione”. E’ quanto scrive in una nota Francesco Laganà, Consigliere di Amministrazione Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Lagan2