Reggio Calabria: alla Villetta De Nava una conversazione sul tema “Domenico Zappone: malinconico e imprevedibile cavaliere dell’assurdo”

Alla Villetta De Nava di Reggio Calabria una conversazione sul tema “Domenico Zappone: malinconico e imprevedibile cavaliere dell’assurdo”

 biblioteca reggio (3)Nell’ambito dei “Giovedì in Biblioteca” promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos congiuntamente con il Comune di Reggio Calabria e la Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” si terrà giovedì 26 ottobre alle ore 16,45 presso la Villetta De Nava di Reggio Calabria la  conversazione del Prof. Santino Salerno – introdotto dalla Prof.ssa Pina De Felice – sul tema “Domenico Zappone: malinconico e imprevedibile cavaliere dell’assurdo”. Al centro della riflessione dell’illustre studioso la figura di Domenico Zappone, giornalista e scrittore nato a Palmi il 16 giugno del 1911 e lì  morto il 6 novembre 1976. Come giornalista collaborò con importanti testate nazionali, dal Piccolissimo al Giornale della Sera, dal Giornale dell’Emilia al  Giornale d’Italia e in seguito per la radio con la sede RAI di Cosenza. Nel 1952 pubblica  Le cinque fiale cui fanno seguito  Terra e memoria. Uomini, natura e mito in Calabria Il cavallo Ungaretti Il pane della Sibilla. Viaggio nei luoghi di Corrado Alvaro, Le maschere del Saracino: e altre storie.  Durante il secondo conflitto mondiale fu ferito a una gamba e questa menomazione provocò nell’uomo Zappone una grave crisi interiore che si riverbera nelle opere successive e che con ogni probabilità lo spinse al gesto estremo di togliersi la vita. Santino Salerno, studioso di tante parte della letteratura calabrese, ha di recente curato per i tipi della Rubbettino “Il pane della Sibilla” un’ opera che raccoglie per la prima volta venti articoli di Domenico Zappone apparsi su diverse testate nazionali tra il 1951 e il 1976, aventi come oggetto San Luca, città natale di Corrado Alvaro e persone e luoghi di quell’universo. Sono scritti da cui traspare la forte attrattiva che Alvaro esercita su Zappone e il comune rimpianto per un mondo “in cui l’uomo credeva nelle favole e aveva altro cuore”. Sullo sfondo di luoghi e di paesaggi reali ma avvolti in un’aura da leggenda, ecco muoversi personaggi altrettanto veri ma sospesi nel tempo: i vecchi e reticenti “saggi” che a San Luca siedono sui gradini della chiesa come in un areopago; la madre di Alvaro con i suoi schivi silenzi e le sue sibilline allusioni; Giuseppe Musolino che in preda alle sue fantasticherie enigmatiche aspetta una nave nel manicomio di Reggio Calabria. Tra realtà e affabulazione, tra ironia e intensa partecipazione emotiva, Domenico Zappone offre qui lo spaccato di un mondo apparentemente distante, lontano, eppure a noi fin troppo vicino.