Reggio Calabria, 19enne con grave disabilità: l’INPS risponde alla lettera-denuncia dell’Associazione “Amici di Nicola”

Reggio Calabria, l’INPS replica all’Associazione “Amici di Nicola”

disabileIn merito alla denuncia dell’Associazione “Amici di Nicola” che abbiamo riportato nei giorni scorsi su StrettoWeb, pubblichiamo integralmente la risposta inviata alla nostra testata dal Direttore Provinciale dell’INPS, Angelo Maria Manna:

Egregio Direttore,

in riferimento all’articolo pubblicato sul giornale da Lei diretto, relativo ad un presunto caso di “accanimento burocratico” da parte dell’Inps in danno del disabile Nicola Romeo, desideriamo fornire alcune precisazioni in ordine ai fatti riportati, che ingenerano nel lettore suggestioni che gettano ombre sull’operato dell’Istituto e dei suoi funzionari.

“Trattasi di minore invalido civile che ha raggiunto la maggiore età.
Per i minori titolari di indennità di accompagnamento, la prestazione non cessa al raggiungimento della maggiore età.
Il D.L. n° 90/2014, art. 25, comma 6, convertito, con modificazioni, dalla Legge 114/2014, stabilisce che i minori – già titolari di tale prestazione – che ritengano di possedere i requisiti per il diritto alle prestazioni economiche che richiedono il compimento della maggiore età (pensione di inabilità) possono presentare la relativa istanza corredata dalle autocertificazioni concernenti il possesso dei requisiti socio-economici previsti dalla normativa vigente (mod. AP70) senza che debbano essere sottoposti ad ulteriori accertamenti sanitari, fermo restando la facoltà per l’Istituto di inserire tali nominativi in un eventuale piano di verifiche straordinarie.
Nel caso di specie l’autocertificazione è stata resa da soggetto qualificatosi “amministratore di sostegno” e non è stata corredata dal verbale di giuramento.
L’Istituto ha dunque provveduto a richiedere il verbale di giuramento dell’amministratore di sostegno e in suo luogo è stato prodotto un verbale di giuramento del 19.6.17 all’ufficio di “tutore”, apparentemente non riferibile alla procedura incardinata, in quanto privo del n. di Ruolo Generale.
A questo punto, si sono resi necessari ulteriori approfondimenti, intesi a bilanciare il diritto dell’invalido con la “cura dell’incapace”, a fronte di una prestazione di contenuto economico.
Solo in data odierna, nonostante l’interessamento officioso, si è appurato che il verbale di giuramento prodotto a corredo del mod AP70 è collegabile alla procedura intesa alla nomina dell’amministratore di sostegno e che l’interessato ha presentato in data 4.10.17 istanza per la correzione dell’errore materiale contenuto nel verbale di giuramento della parola “tutore” con quella di “amministratore di sostegno”, sulla quale il Giudice Tutelare sta provvedendo.
Alla luce di quanto esposto, stante la sussistenza dei requisiti e della legittimazione, l’Istituto provvederà a porre in pagamento la prestazione con la prima rata utile di dicembre 2017 e erogherà gli arretrati all’esito del perfezionamento della procedura di volontaria giurisdizione.
Si chiarisce inoltre che, diversamente da quanto esposto nella nota, la visita medico legale cui è stato sottoposto l’invalido maggiorenne, attiene alla richiesta da parte del genitore degli assegni al nucleo familiare sulla prestazione di cui il genitore è titolare, e riferito al figlio invalido e maggiorenne e a carico.
La relativa domanda è stata corredata dal solo verbale sanitario del 24.9.99, mai revisionato, risalente ai primissimi mesi di vita del minore, riportante la sola diagnosi e privo di alcun riferimento anamnestico ed obiettivo, peraltro non rinvenibili agli atti, dal momento che all’epoca l’accertamento dell’invalidità civile non era in capo all’Inps.
Sulla base di queste circostanze, come in altri casi consimili, l’Istituto procede all’accertamento diretto”.