Quando il contratto di locazione è nullo?

La Corte di Cassazione ha stabilito quando un contratto di locazione è nullo. Secondo la sentenza, la mancata registrazione del contratto ne comporta automaticamente la nullità

contratto-locazioneCon la sentenza n. 23601, le Sezioni Ubite della Corte di Cassazione hanno stabilito quando un contratto di locazione è nullo. Secondo la sentenza, la mancata registrazione del contratto ne comporta automaticamente la nullità. La Suprema Corte ha dichiarato nullo il patto “con il quale le parti di un contratto di locazione a uso non abitativo concordino occultamente un canone superiore a quello dichiarato; tale nullità vitiatur sed non vitiat, con la conseguenza che solo il patto di maggiorazione del canone risulterà insanabilmente nullo a prescindere dall’avvenuta registrazione”. La Cassazione stabilisce tuttavia che le parti hanno la possibilità di effettuare una registrazione tardiva. Con questa sentenza le Sezioni Unite hanno esteso il principio ai contratti di locazione a uso non abitativo. La sentenza è stata dichiarata in merito al caso di un locatore che aveva intimato lo sfratto per morosità a una società che occupava dei locali commerciali di sua proprietà giusto contratto di locazione a uso non abitativo. In base a quanto dichiarato dal locatore, la società non aveva versato la cifra pattuita. Altro tema di interesse della sentenza riguarda l’aumento del canone di affitto. Ció che afferma la sentenza della cassazione è il seguente. Il canone a uso commerciale può essere aumentato in corso di validità del rapporto a condizione che l’aumento fosse già concordato nell’originario contratto. Tutti gli accordi di aumento del canone di affitto sono nulli se non vengono registrati. In tal caso, resta valido il precedente contratto con il vecchio importo. Nel caso in cui abbiate dei dubbi in merito al vostro contratto, o in merito al comportamento del vostro locutore/locatorio, ovviamente il consiglio è di contattare avvocati a Catania che sappiano consigliarvi e che possano seguire il vostro caso nel miglior modo possibile.

Quando è possibile aumentare il canone a immobili commerciali?

Il divieto di prevedere aumenti del canone di affitto quando ancora il rapporto è in corso di esecuzione resta vigente. Tuttavia, in caso di accordo previo tra le parti, è consentito un aumento del canone nel caso in cui questo abbia il solo scopo di neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria. Un canone crescente è giustificato anche in caso di mutamento o ampliamento della destinazione d’uso dell’immobile. È inoltre possibile che entrambi le parti decidano per una risoluzione anticipata del contratto e la successiva stipulazione di uno nuovo con un canone più alto. Tale situazione è possibile, e considerata valida, nel caso in cui: Il secondo contratto sia registrato (in caso contrario è nullo) e ci sia il consenso di entrambe le parti. È importante sottolineare che in questo caso non ci troviamo di fronte a un nuovo contratto che sostituisce integralmente il precedente.