Ici Messina, dubbi sulla correttezza dei calcoli. Gioveni: “L’Amministrazione chiarisca”

Il consigliere Libero Gioveni invita l’Amministrazione a procedere agli adempimenti di competenza, in relazione all’interrogazione a risposta scritta del 7 agosto, relativa agli accertamenti e riscossione ICI su aree edificabili nel Comune di Messina

palazzo zanca messina (2)Era esattamente il 7 agosto quando il consigliere comunale Libero Gioveni inviava all’Amministrazione un’interrogazione avente per oggetto la richiesta di accertamenti sulla riscossione Ici su aree edificabili. Il consigliere comunale, su segnalazione del dott. Antonio Cogode, rendeva noto il caso di due cittadine a cui  presumibilmente il Comune di Messina avrebbe applicato erroneamente una formula di calcolo diversa sul tributo, per altro forse anche non dovuto per legge, avendo avuto le due cittadine le aree in questione con regolare atto di successione. Da allora, come riporta Gioveni,  è nata una corposa corrispondenza di atti fra la stessa Amministrazione, il consigliere stesso e il professionista in questione. “Ho dovuto purtroppo segnalare all’Assessorato regionale alle Autonomie Locali e alla Prefettura, la mancata risposta– continua Gioveni- poi avvenuta solo parzialmente, in quanto i Dirigenti preposti e il Segretario Generale si sono limitati soltanto a inviarmi degli atti che invece dovevano essere trasmessi esclusivamente al dott. Cogode, consegnati poi allo stesso dal sottoscritto. Dopo questa formale consegna– racconta il consigliere- il dott. Cogode mi ha trasmesso una dettagliata memoria di replica che ben si contrappone con quanto relazionato congiuntamente dai Dirigenti preposti. Ho ritenuto quindi opportuno, attraverso la nota allegata unitamente al corposo dossier di replica del professionista, invitare l’Amministrazione a porre in essere con urgenza tutti gli adempimenti di propria competenza, ivi compreso un parere scritto da parte dell’Avvocatura comunale, al fine di evitare che il professionista possa trasmettere tutti gli atti agli organi giudiziari e alla Corte dei Conti per un possibile danno erariale provocato all’Ente; oltre al fatto di perseguire legittimamente, se il dott. Cogode dimostrerà di avere ragione, un senso di “giustizia sociale”, anche perché a quel punto non sarebbe nemmeno da escludere il fatto che, se errori sono stati commessi negli anni a carico delle due signore assistite dal professionista, anche altri contribuenti possano esserne state vittime“.