I segreti di Fatima, cent’anni dal Miracolo del Sole: un viaggio tra le lettere di suor Lucia [FOTO]

Quello che era accaduto a Fatima era destinato a lasciare il segno, le apparizione mariane avevano regalato ai tre pastorelli una fotografia del Novecento,  su cui negli anni a venire si sarebbero interrogati dotti, scienziati, esperti di teologia e i più alti vertici della gerarchia ecclesiastica

il miracolo del sole fatimaEsattamente il 13 ottobre di cento anni fa decine di migliaia di persone accorrevano curiose verso uno sperduto paesino del Portogallo centro-occidentale, chiamato Cova da Iria, lì dove tre piccoli contadini ormai da mesi raccontavano di assistere all’apparizione di una Signora mai vista prima. Quella mattina, a mezzogiorno in punto, 70 mila spettatori assistettero al Miracolo del Sole. I testimoni del tempo raccontarono che “le nuvole si squarciarono e il sole come una placca d’argento si mise a girare su se stesso e a zigzagare nel cerchio del cielo lasciato libero dalle nuvole. Un grande grido sfuggì da tutti i petti; e queste migliaia di persone, che la fede sollevava fino al cielo, caddero in ginocchio sul suolo inzuppato“.

Lucia, Francesco e GiacintaI protagonisti di questa straordinaria storia, che richiama alla fede e alla preghiera l’umanità intera,  sono i tre piccoli veggenti Francesco, Giacinta e Lucia: tre pastorelli dell’età compresa tra i sette e i dieci anni scelti da Dio per trasmettere al mondo il Suo messaggio. Quella mattina Lucia, l’unica dei tre veggenti che visse fino ai nostri giorni, raccontò di aver dialogato con la Madonna del Rosario, la quale chiese  che  venisse costruita una cappella in suo onore, di continuare a pregare il Rosario e, prendendo un aspetto più serio, che tutti  non offendessero più Dio Nostro Signore, “che è già molto offeso per i continui peccati dell’uomo“. Sparita la Vergine del Rosario, la visione della piccola Lucia proseguì con le immagini di San Giuseppe col Bambino e la Madonna.

Con il Miracolo del Sole, il ciclo delle visioni di Fatima si  era di fatto concluso e, come anticipato dalla Signora, Francesco e Giacinta furono i primi ad essere accolti in Cielo. Ma quello che era accaduto a Fatima era destinato a lasciare il segno, le apparizione mariane avevano regalato ai tre pastorelli una fotografia del Novecento,  su cui negli anni a venire si sarebbero interrogati dotti, scienziati, esperti di teologia e i più alti vertici della gerarchia ecclesiastica: si trattava di un Segreto suddiviso in tre parti, che suor Lucia rivelò nel corso degli anni.

fatima suor luciaNel corso della terza apparizione, avvenuta il 13 luglio del 1917, la Madonna mostrò ai bambini un grande mare di fuoco, un luogo orribile dove i demoni e le anime fluttuavano tra gemiti di dolore e disperazione. Terminata la visione dell’inferno, la Vergine, come poi racconterà  suor Lucia, rivelò che di lì a poco sarebbe venuta una guerra peggiore della prima: “Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e di persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedire tutto questo verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati“. La terza e ultima parte del Segreto venne invece rivelata anni dopo.

Secondo la ricostruzione dell’Arcivesco Bertone, Giovanni Paolo II dopo l’attentato del 13 maggio 1981 volle informarsi meglio sugli avvenimenti di Fatima e il 18 luglio dello stesso anno ottenne di leggere la traduzione del Segreto scritta da suor Lucia. Riportiamo di seguito la traduzione ufficiale dall’originale portoghese, resa nota per volontà dello stesso pontefice solo nel 2000:

 […] E vedemmo la in una luce immensa che è Dio: Qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti un Vescovo vestito di Bianco, abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre. Vari altri vescovi sacerdoti, religiosi e religiose salire su una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregare per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi d’arma da fuoco e frecce e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri […]

Giovanni-Paolo-IIPer quanto la lettura di questo documento possa a primo impatto suggestionarci e per quanto rimandi in prima istanza alla figura di Giovanni Paolo  II, circoscrivere il terzo segreto alla sola la visione della grande sofferenza del papa e ai tragici fatti del 13 maggio 1981, sarebbe riduttivo.  Il terzo segreto di Fatima in verità non svela un “segreto”, né tanto meno sussistono elementi per cui si possa parlare di “mistero svelato“. La pubblicazione dell’ultima parte del Messaggio mariano delude i curiosi, ma del resto curiosità e fede sono due concetti ben diversi tra loro. Cosa resta allora di queste apparizioni?  Ne resta  un messaggio profondo, fatto di immagini e simboli. Lo spiega bene l’allora cardinale Joseph Ratzinger, quando il 26 giugno del 2000, sebbene non fosse compito né intenzione della Chiesa di imporre un’interpretazione delle rivelazioni di Fatima, commenta la terza parte del documento redatto da suor Lucia: “nella misura in cui i singoli eventi vengono rappresentati- dice Raztinger–  ormai appartengono al passato. Chi aveva atteso eccitanti rivelazioni apocalittiche sulla fine del mondo o sul futuro del corso della storia, deve rimanere deluso. Ciò che rimane l’abbiamo visto subito all’inizio delle nostre riflessioni sul testo del Segreto: l’esortazione alla preghiera come via per la salvezza delle anime e nello stesso senso il richiamo alla penitenza e alla conversione“. A cento anni dai fatti di Fatima il messaggio mariano è quindi vivo più che mai,  obiettivo della Chiesa è allora quello di garantire un percorso di fede che si orienti a Dio, attraverso l’esercizio del ministero dei suoi sacerdoti e rinfrancato dal supporto  della comunità parrocchiale.