Don Frederic Randrianaramalala novello parroco di Bagaladi

Bagaladi - PanoramaLa comunità religiosa bagaladiese ha accolto il 15 ottobre il nuovo parroco in un clima festoso.  Hanno partecipato all’insediamento, oltre ai parrocchiani, tanti amici, compagni di studio e una considerevole rappresentanza della parrocchia di Santa Maria Odigitria, guidata da Don Pasqualino Catanese. Si precisa che Don Frederic ha operato all’Itria come diacono e nei primi mesi del suo sacerdozio. Durante il viaggio qualcuno si è chiesto il significato del nome  “Bagaladi”. Tre le ipotesi avanzate dagli studiosi: 1. terra della famiglia Bagalà. Similmente a Laganadi, terra della famigla Laganà. 2. baca olearium, terra produttrice di olio di oliva. 3. bag- come val + l’epentesi della vocale -a- + -λάδι (olio in greco-moderno); valle olearia. 4. bacalarium come bagagliaio, da intendere come base logistica dell’esercito cesariano, secondo Giuseppe Pensabene (cfr. La guerra tra Cesare Ottaviano e Sesto Pompeo). In dubio libertas. Insisteva nel suo territorio in un passato remoto il Monastero di Sant’Angelo di Valle Tuccio. Nel XII secolo rifulse la figura di San Gerasimo, nativo di San Lorenzo ed egumeno del cenobio basiliano. Entrando in chiesa, attira l’attenzione un antico Crocifisso di marmo, di autore ignoto, incastonato in una grande pala sullo sfondo del presbiterio.  Sulla navata di destra entrando è locato il gruppo marmoreo dell’Annunziata, datato 1504. L’angelo a sinistra di chi guarda, la Madonna a destra e al centro un leggio. In alto la figura del Padre con un globo in mano  e angeli intorno. Gli studiosi sono concordi nell’attribuire il manufatto ad Antonio Gagini. L’opera fu ordinata dal presbitero laurentino di rito greco, che fece incidere sull’architrave la seguente frase: “Hoc opus fecit fieri presbiter Iacopus D. Virducio ad Nunciatae Virginis honorem”. Al momento la scultura non si può ammirare in tutta la sua bellezza, perchè in fase di restauro.

Alle 17,00 in punto si è snodata per la navata della Chiesa la teoria dei numerosi ministranti, accoliti e presbiteri, che hanno concelebrato insieme a don Frederic e al vicario zonale.  I canti sono stati eseguiti dai due cori parrocchiani, di San Teodoro e dell’Itria. Ha porto il saluto di benvenuto Marialuisa Lombardo, segretaria del consiglio parrocchiale, la quale ha presentato in sintesi lo stato della parrocchia, le attese dei fedeli e la disponibilità a fare un cammino insieme. Don De Biasi all’omelia ha presentato il giovane sacerdote e ha esortato i parrocchiani a stringersi intorno a lui per fare crescere nella fede tutta la comunità bagaladiese. L’arrivo di un un nuovo parroco, ha proseguito il vicario zonale, segna il punto di partenza di un cammino che non è nuovo rispetto a quello precedente. Si auspica che venga contrassegnato da maggiore entusiasmo, rinnovata responsabilità e più accentuata spiritualità. Prima della benedizione finale, Don Frederic si è presentato all’assemblea nella naturalezza del suo essere, non nascondendo le sue emozioni. Ha avuto parole di ringraziamento per tutti, dichiarando l’intenzione di dedicarsi totalmente alla comunità che lo ha accolto con entusiamo. Alla maniera di Papa Francesco ha chiesto: “Pregate per me”, cosa che l’assemblea gli ha promesso con uno scrosciante applauso. La serata si è conclusa con abbracci, auguri e un’agape fraterna sulla piazzuola della chiesa. Piccole osservazioni. Premettendo che Don Frederic è di origine malgascia, l’uditorio è rimasto colpito per la fluidità dell’eloquio, cosa non comune per uno non di madre lingua. Importante l’accento sulla missionarietà dell’evento. La Chiesa occidentale invia da sempre missionari ovunque per evangelizzare i popoli. L’Africa e altri continenti inviano da qualche tempo sacerdoti per rievangelizzare il vecchio continente. Don Frederic carissimo, buon lavoro // κάλα πράματα // Mahezera dia mahavità be amin’ny asan’ny Tompo!!!