Decapitavano gli altri boss e giocavano a palla con le loro teste: ecco le rivelazioni choc di un collaboratore di giustizia

Decapitano il rivale e giocano a palla con la sua testa: ecco le rivelazioni di un collaboratore di giustizia

tribunale faldoniPrendevano a calci la testa decapitata del rivale ucciso o assumevano finti killer per accollarsi gli omicidi di alcune vittime delle faide della camorra. Scenari inquietanti emergono dal racconto di un pentito della criminalità organizzata di Secondigliano. Le rivelazioni sono al momento al vaglio degli inquirenti della Procura della Repubblica della Campania. Le dichiarazioni provengono da Pasquale Riccio, collaboratore di giustizia, per un lungo periodo camorrista di Secondigliano, che al pm Maurizio De Marco, il 28 marzo del 2015, ha riferito particolari inediti sull’omicidio di Mina Verde. La donna fu orrendamente trucidata per non avere rivelato nulla sul boss scissionista Gennaro Notturno (ora collaboratore di giustizia) agli uomini del clan rivale. Mina fu uccisa all’età di 22 anni con diversi colpi d’arma da fuoco dopo essere stata torturata. Il cadavere fu dato poi alle fiamme.