Centro dialisi a Reggio, indetto il tavolo tecnico. Aned Calabria: “Difendiamo il sistema pubblico universalistico”

Indetto il tavolo tecnico per un centro dialisi a Reggio Calabria, Aned : “Ci auguriamo che l’incontro sia l’occasione per avere certezze sui tempi di realizzazione nei locali degli ex Ricoveri Riuniti”

dialisiNei giorni scorsi sugli organi di informazione è stata riportata le notizia che da parte di una società pugliese ( “SS Medici”), operante nel settore della dialisi privata, e rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, sono stati riaccesi i riflettori attorno all’annoso problema dell’insufficienza dei posti-rene nella città di Reggio Calabria, alla conseguente emigrazione sanitaria dei pazienti che hanno necessità di sottoporsi alla terapia sostitutiva a Messina (con il relativo costo dei trasporti che incide sul sofferente bilancio sanitario della Regione), e, dunque, alla necessità della realizzazione di un nuovo centro dialisi nella città dello stretto. A quel che è dato leggere sulla stampa, la società “SS Medici” avrebbe già avviato l’iter per la realizzazione in città di un centro dialitico extraospedaliero, a cui probabilmente si riferisce il consigliere regionale Alessandro Nicolò nei suoi interventi. Premesso che è sempre positivo ogni contributo che va nella direzione di alleviare i disagi dei pazienti dializzati e che, nel caso in specie, l’ANED ( da oltre 45 anni è a fianco dei pazienti nefropatici per la tutela dei loro diritti) è più volte intervenuta presso la Direzione Generale dell’ASP e il Comune di Reggio Calabria che, a sua volta, da tempo ha dichiarato la disponibilità a mettere a disposizione  del nuovo centro dialitico reggino i locali degli ex Ricoveri Riuniti, non possiamo fare a meno di rilevare che il rinnovato interesse sulla tematica avviene a pochi giorni di distanza dal convegno tenutosi a Catanzaro il 30 settembre scorso sul tema “Valore della dialisi pubblica e piano per la cura delle malattie renali”. L’iniziativa promossa dall’ANED Regionale ha visto la partecipazione del Commissario ad Acta per il  piano di rientro, Massimo Scura, del Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute, Bruno Zito, del Presidente nazionale ANED, Giuseppe Vanacore, dei direttori delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, del Direttore del Centro Regionale Trapianti,  di nefrologi, di rappresentanti delle Associazioni e di numerosi pazienti. Dal confronto è emerso con chiarezza che nelle regioni che non hanno centri dialisi privati (o sono interessate marginalmente al fenomeno) il numero dei pazienti dialitici per milione di abitanti è inferiore a quello delle regioni dove invece insiste il sistema misto pubblico-privato. Il trattamento dialitico rappresenta solo una tappa della malattia renale che si presenta oggi come una vera e propria pandemia e richiede l’assoluta necessità di continuità assistenziale, con presa in carico globale della persona con malattia renale cronica. Da ciò scaturisce la volontà di difendere il sistema pubblico universalistico che, a nostro avviso, rappresenta un fattore decisivo per assicurare a tutti i nefropatici cure adeguate e uniformità nell’esercizio del dirito alla salute. Sulla problematica dei disagi dei pazienti nefropatici della città di Reggio costretti a faticose trasferte e, dunque, sulla  necessità non più rinviablile di avere risposte certe da parte della civica amministrazione, il dr. Filippo Bova, medico, consigliere metropolitano con delega alla sanità, ha indetto un tavolo tecnico a cui sono state invitati, tra gli altri, nefrologi e rappresentanti delle associazioni dei malati e a cui dovrebbe partecipare il Direttore Generale dell’ASP, Giacomo Brancati. Ci auguriamo che l’incontro sia l’occasione per avere certezze sui tempi di realizzazione del centro dialisi nei locali degli ex Ricoveri Riuniti, un atto di alto valore civico”- scrive in una nota  Antonio Montuoro, Segretario Regionale Aned Calabria.