Ceccato 98 – Zio prete e la Curia

ceccato 98

ceccato 98di Enzo Cuzzola – Zio prete non aveva una parrocchia. Dopo l’ordinazione a cura del vescovo Montalbetti, era stato parroco a Bagnara, poi a Scilla ed infine a Cataforio. Fu questa l’ultima sua parrocchia. Poi andò a Roma per qualche anno ad insegnare in una scuola di religiose. Tornò a Reggio come cappellano del cimitero di Condera.

Dai suoi discorsi si capiva che amava il suo vescovo, monsignor Ferro, ma non aveva alcuna stima del “capitolo metropolitano”. Diceva che badavano molto alla forma e poco alla sostanza, che mentre il vescovo era molto attento ai poveri, la curia era molto attenta alla gestione dei beni e del danaro. Ma diceva anche che dalla Chiesa aveva avuto tutto ed alla chiesa avrebbe lasciato tutto. Grande prete mio zio.

Anche se piccolino ero molto incuriosito dalla sua figura, dai suoi silenzi, dalle sue preghiere. Dopo pranzo saliva in camera e spesso non scendeva più, gli portavamo la cena in camera, dato che il suo affanno aumentava sempre di più. Stava molto male ed un pomeriggio addirittura le sapienti cure del dottore Rovella avevano dovuto ricorrere al salasso. Fu la prima volta che pregai, in silenzio, per qualcuno. La mattina seguente stava meglio e mi disse grazie per aver pregato per me. Come lo aveva saputo? Già essendo prete avrà avuto un filo diretto con gli Angeli.

Mio padre gli aveva procurato un tavolo da scrittura ed egli se ne stava li, a leggere e dare ripetizione a parecchie testoline del paese, che facevano ricorso al suo sapere per recuperare negli studi. Tra una lezione e l’altra, mio padre mi mandava su, a chiedere se avesse bisogno di qualcosa. Così ne approfittai, per indagare sul perché ce l’avesse con i suoi confratelli.

Il più piccolo dei suoi fratelli, Fortunato, al quale voleva un bene dell’anima, era andato a vivere con lui in canonica, in quel paese si era innamorato di una donna e l’aveva sposata, aveva avuto anche un figlio, mio cugino Paolo. Purtroppo però, aveva tradito la moglie con un’amante ed era stato ucciso, forse per vendetta, in casa di questa donna, a pochi passi dalla canonica. Seguì il processo. Ma non fu trovato un colpevole.

Il capitolo metropolitano si riunì. Decise che non fosse opportuno che zio prete avesse ancora una parrocchia.

La parrocchia gli era stata tolta per una colpa non sua.

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