Ceccato 98 – Voglia di crescere in fretta

ceccato 98

ceccato 98di Enzo Cuzzola – Mio padre aveva una moto, ceccato 98. Era il mezzo con il quale potevo scoprire il resto del mondo. Infatti il mio mondo era il paese e quelli limitrofi. Nelle scorribande che organizzavamo con i coetanei a volte scendevamo  sino a Prumo, San Cristofaro. A volte prendevamo la direzione opposta e salivamo sino a San Vincenzo di Pavigliana. A volte invece, inerpicandoci per i sentieri scoscesi della contrada Graziella ( non c’era una strada) arrivavamo sino a Nasiti, oppure prendevamo direzione opposta, verso Sala di Mosorrofa. Altre volte spingendoci lungo la vecchia comunale e passando per il confine di Scafaria, arrivavamo a San Sperato. Il nostro mondo finiva qui.

Per scoprire il resto del mondo non si poteva pensare di muoversi a piedi. Ecco allora che, accoglievo sempre con piacere l’invito di mio padre ad accompagnarlo in moto, quando scendeva in città, oppure saliva verso Vinco, per far visita al compare Alessio, che aveva cresimato.

Ma come si sa l’esplorazione del mondo è sempre stata faticosa e spesso anche dolorosa.

La ceccato 98 era stata modificata dall’abile mano del meccanico del paese. Aveva rimosso il sellino del passeggero posteriore e lo aveva sostituito con una forma in ferro. Un semicerchio in ferro che accoglieva perfettamente le bombole di gas che mio padre trasportava. Una per volta. La poneva di traverso sul semicerchio, quasi fosse il secondo passeggero a cavalcioni, e poi la legava con una corda per fissarla.

Ma su quello strano seggiolino, a turno, ci erano già passati anche i miei fratelli. Adesso toccava a me.

Mia madre aveva confezionato un cuscino particolare che avrebbe dovuto avere il compito di attutire gli immancabili scossoni (molte strade ancora non conoscevano l’asfalto) … già, avrebbe dovuto avere … infatti ogni volta che scendevo dalla stessa rimanevo in piedi a lungo. Se qualcuno mi invitava a sedere, rifiutavo garbatamente. Mio padre, invece si affrettava a spiegare, con una espressione che noi bambini sentivamo spesso, quando c’erano ospiti e non bastavano le sedie … “Preferisce rimanere in piedi perché vuole crescere in fretta”.

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