Ceccato 98 – Merenda dal Concilio

ceccato 98di Enzo Cuzzola – Don Pasqualino Suraci era un bell’uomo, molto alto, molto austero, era il Parroco del paese. Mio zio prete, invece, era il direttore di una scuola privata, gestita da religiose a Roma. Era stato mandato in esilio dalla curia reggina, per una “colpa” non sua. Mio zio prete tornava spesso al paese, viveva in casa con noi. Per mio padre, pur essendo quasi coetanei, era quasi come un sesto figlio, il figlio più grande. Infatti aveva ricavato per lui uno stanzino singolo attiguo a quello dove dormivamo io e miei fratelli. Mio zio prete era un pozzo di sapere e ci teneva informati su tutte le novità, delle quali veniva a conoscenza. Viveva il Concilio da vicino e con una grande frenesia. Ci raccontava che molte cose sarebbero cambiate nella Chiesa, che sarebbe stata più aperta, più disponibile, avrebbe portato tanto bene per tutti.

Don Pasqualino dal canto suo faceva il possibile per avvicinare sempre più giovani alla sua chiesa. Già molti adolescenti e giovani adulti, di entrambi i sessi, frequentavano la chiesa, se non altro perché era l’unico posto dove potersi ritrovare, scambiare uno sguardo, e magari anche trovare l’amore. Ma don Pasqualino continuava sempre la sua pesca ed ogni anno invitava i bambini, di quarta elementare, ad iscriversi al Catechismo e frequentare la Santa Messa domenicale. Ma non sempre aveva successo. Non sempre dopo la Santa Comunione i bambini tornavano a frequentare la Messa.

Per noi bambini del paese i dolci non erano un alimento quotidiano e nemmeno domenicale e nemmeno delle grandi occasioni, almeno che non ci fosse qualche matrimonio.

Quell’anno don Pasqualino introdusse una novità. Il Catechismo si teneva la mattina di domenica, un’ora prima della Messa, poi tutti in chiesa, ed alla fine della Messa: “gallette con marmellata per tutti”!

Erano buonissime, abbinavano quel giusto tocco di salato con l’acre della marmellata di arance, prodotta in zollette da una notissima fabbrica di Locri.

Compresi subito che mio zio prete aveva, come sempre, ragione …. Il Concilio aveva portato i dolci per tutti!

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