Ceccato 98 – E mandale un bacino

ceccato 98di Enzo Cuzzola – Ogni giorno all’uscita da scuola, anche se facevo la  prima elementare, ancor prima di pranzo, mi toccava il compito di recarmi al posto pubblico telefonico per comunicare alla “ultragas”, per conto della quale mio padre distribuiva le bombole in paese, il numero di rimpiazzi da fornire ed il numero di vuoti che avremmo reso. Il compito era semplice anche per un bambino, ma le circostanze lo rendevano difficile, almeno in tempi accettabili.

Non vedevo l’ora di sbrigarmi, sia per fame, sia per voglia di giocare un pochino, prima di mettermi  a fare i compiti. Ovviamente se avessi perso molto tempo questo avrebbe ridotto quello dedicato al gioco e, purtroppo, non quello dedicato ai compiti ed inoltre avrei trovato il pranzo freddo.

Purtroppo ogni santo giorno ci davamo appuntamento con una bellissima ragazza, all’epoca direi ventenne, che anche ella si recava al posto pubblico telefonico, ovviamente per fare una telefonata.

Il posto pubblico telefonico era ubicato all’ingresso di un appartamentino nelle case popolari, gestito da una vecchina in pensione, molto gentile, molto linda e garbata, la signora Cedronella. Prima di poter telefonare bisognava sempre aspettare che si liberasse la linea, all’epoca, infatti, in paese arrivava una sola linea telefonica, appunto al posto pubblico, peraltro collegata in parallelo con lo stabilimento di lavorazione del bergamotto. Se stavano telefonando dallo stabilimento, non si poteva telefonare dal posto pubblico e viceversa.

La ragazza arrivava sempre qualche minuto prima di me, mi batteva in volata, e iniziava la conversazione, che durava a lungo e non si concludeva mai dato che la stessa chiedeva al suo amore, che stava all’altro capo del telefono, di mandarle un bacino: evidentemente il poverino stava in qualche ambiente di lavoro, magari attorniato da colleghi, e provava imbarazzo a riprodurre per telefono il classico smack.

Uno di quei giorni, preso dalla fame, dalla fretta, dall’ansia che gli uffici “ultragas” potessero chiudere prima che io avessi potuto compiere la mia missione … le strappai la cornetta di mano e urlai nella stessa  “e mandale un bacino e falla finita”… il resto ve lo lascio immaginare.