Ceccato 98 – Chi vince governa

ceccato 98di Enzo Cuzzola – Il martedì pomeriggio si conoscevano i risultati. Aveva vinto la Democrazia Cristiana. Nel mentre dal colloquio col maestro Zaccaria in poi, mi ero appassionato alla cosa ed avevo chiesto lumi a dritta e manca. Avevo capito il sistema elettorale, avevo capito l’arco dei partiti. Vincenzo, addirittura, al salone si divertiva a farmi mostrare tutti i volantini elettorali, che avevo collezionato, ai suoi clienti.

Avevo assistito ad accese discussioni su chi meritava o meno il voto. Avevo spiato le operazioni di voto, assieme ad alcuni compagni di classe, arrampicandoci dalla finestra della nostra classe, dato che i militari, se cercavamo di entrare a scuola, ci allontanavano dicendoci di non disturbare. Non disturbavamo volevamo saperne di più sulla democrazia.

Ma avevamo scoperto anche che la democrazia era un modo di socializzare, di discutere, di incontrarsi. Per alcuni giorni avevamo assistito ad ogni sorta di dibattito, comizio. La domenica del voto poi la passammo tutta davanti scuola, dove c’era il seggio elettorale. Era bello vedere tutto il paese che si incontrava si salutava, si intratteneva, discuteva, anche animatamente. Era quella la democrazia.

Dopo i risultati chiesi a zio prete, che tutti dicevano democratico cristiano, se era contento di avere vinto. Mi confidò che in realtà lui era monarchico. Mi raccontò che 17 anni prima c’era stato un referendum che aveva scelto per il nostro Paese il sistema repubblicano, ma lui aveva votato per la monarchia e non aveva mai cambiato idea. Ma mi confidò anche che col tempo si era ricreduto e che la repubblica era la vera democrazia. Aggiunse che la democrazia è una regola matematica “chi vince governa e fa le leggi a favore di chi lo  ha votato, chi perde sta alla opposizione e controlla che chi ha vinto non faccia leggi contro chi non lo ha votato”. Era veramente una regola aritmetica e l’avevo capita anche io.

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