Aeroporto dello Stretto, esposto alla Corte dei Conti per l’ingresso della Città Metropolitana di Reggio Calabria nella Sacal [DETTAGLI]

Aeroporto dello Stretto, esposto alla Corte dei Conti per l’ingresso della Città Metropolitana di Reggio Calabria nella Sacal: il consigliere metropolitano Eduardo Lamberti Castronuovo sugli scudi: “lo faccio in prima persona perché in questa città sono molti colori quali hanno timore reverenziale presso il potente di turno”

Aeroporto stretto dall'alto“A seguito della riunione tenuta martedì scorso nel piccolo auditorium ed alla quale hanno partecipato politici comunali regionali e metropolitani non che professionisti, associazioni e semplici cittadini, ho deciso di non interporre alcun indugio nel presentare l’esposto care lego alla procura della corte dei conti. Lo faccio in prima persona perché in questa città sono molti colori quali hanno timore reverenziale presso il potente di turno perché restano sempre in attesa di quelle quattro briciole che possono ottenere se non si permettono di dire ciò che pensano. Non solo ma lo faccio in nome e per conto delle migliaia di cittadini che, in questo momento, non hanno voce per farlo ma avrebbero tanta voglia di gridarlo. Mi assumo io in prima persona tutte le responsabilità di questa azione che con estremo convincimento desidero portare avanti senza né se nè ma . Non giova allo stato attuale raccogliere le firme, che pur sarebbero tante, perché l’azione che chiedo alla procura della corte dei conti e quella di attivarsi per prevenire quella disastrosa decisione che porterebbe la città metropolitana a versare nelle casse della Suck all’una cifra spropositata ed assolutamente non idonea a migliorare di nulla aeroporto di Reggio Calabria”, è quanto scrive in una nota il consigliere metropolitano Eduardo Lamberti Castronuovo. “L’inganno -prosegue- su cui si fonda questa corsa a sottoscrivere azioni che non hanno alcun valore è solo un fatto politico che giova hai manovratori di turno per immettere denaro fresco in una società che da tre anni almeno chiudere i bilanci negativo. Non solo ma ribadisco il concetto più volte espresso che questa sottoscrizione, Maldestramente predisposta nei suoi atti propedeutici con una votazione a maggioranza nel consiglio metropolitano, non porterebbe alcun elemento cittadino nel consiglio di amministrazione di questa società. Ma, quand’anche lo portasse, non avrebbe alcuna voce in capitolo. Non sono mie illazioni ma fatti incontrovertibili che si evincono dagli stessi documenti dell’ENAC e della stessa Sacal.

Se non si levasse forte la mia voce e di tutti i ciaeroporto-dello-strettottadini che hanno capito, si porterebbe un danno piuttosto cospicuo alla città. A nulla valgono le presunte vie di fuga o, se vogliamo, di difesa, che i vertici di palazzo Alvaro tentano di ammannire alla popolazione. Nessun diritto di recesso – aggiunge- potrà essere mai applicato. Non sarà possibile tornare indietro, tanto per capirci, se andassimo a sottoscrivere oggi per poi vedere tutto vanificato il 5 dicembre.  Il cittadino accorto a capito che si sarebbe potuto aspettare il responso della magistratura, prima di affannarsi ad organizzare ben due riunioni di consiglio metropolitano per dare mandato al sindaco di sottoscrivere, peraltro in aperta violazione di quanto previsto dallo statuto. In ogni caso il ricorso alla corte dei conti è già stato notificato. Esso è stato redatto con estrema cura ed attenzione dall’avvocato Renato Milasi Del foro di Reggio Calabria già accuratamente studiato la questione oltre ad aver partecipato alla riunione di martedì scorso ed aver registrato il pensiero della totalità delle forze politiche e civili presenti. Forze politiche e civili che saranno chiamate dai cittadini a rispondere ove mai dovessero tirarsi indietro rispetto ad una posizione condivisa, logica e soprattutto popolare. Io desidero come la totalità dei cittadini che l’aeroporto di Reggio funzioni, che non sia declassato a Aeroporto domestico E che diventi internazionale come quello di Lamezia. Ma la via per farlo diventare tale non è certo quella della sottoscrizione di quote di una società già di per sé traballante ed affidata alla politica più che alla tecnica o meglio alla managerialità. Desta molta preoccupazione il fatto che da un po’ di tempo a questa parte i ruoli dei manager vengano affidati a prefetto in pensione, magistrati in quiescenza ed alti burocrati dello Stato come se fosse  l’unica speranza di vedere trionfare la legalità nelle società, nei comuni ed in ogni dove. È un teorema inaccettabile, offensivo per quella classe dirigente capace, pulita che ha portato l’Italia ad essere una delle potenze mondiali in tutti campi. Non è con i titoli di Stato che si garantisce efficienza e legalità. Ci sono mezzi per stroncare il malaffare ovunque. Basta usarli. C’è molta gente nelle istituzioni chi ha dimostrato di saperlo fare. Venga dato L’aeroporto ad un manager capace si costituiscono società in loco. Ci sono uomini e mezzi. Intanto restiamo in attesa che quest’operazione disastrosa venga in qualche modo bloccata imprime stanza della coscienza pubblica, da un ravvedimento Operoso E, se tutto ciò non funziona, dalla procura della corte dei conti”, conclude.

ECCO L’ESPOSTO INTEGRALE:aeroporto dello stretto

Alla Procura Regionale della  Corte dei Conti per la Regione Calabria

I sottoscritti sigg.ri

LAMBERTI-CASTRONUOVO dott. Eduardo, nato a Reggio Calabria il 12.2.1950 ed ivi residente in via Annunziata Argine desto n.97 ( c.f. LMBDRD50B12H224U sia quale cittadino del Comune di Reggio Calabria che quale Consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria, e

MILASI avv. Giuseppe Renato, nato a Reggio Calabria il 18.11.1950 ed ivi residente al Corso Garibaldi n.468/a, ( c.f. MLSGGP50S18H224D), cittadino del Comune di Reggio Calabria,

instano

presso codesta On.ma Autorità giurisdizionale e denunciano concrete, gravi ed evidenti irregolarità nella gestione del denaro o del patrimonio pubblico al fine di sollecitare la competente Procura Regionale in indirizzo i necessari accertamenti sui fatti di segutio esposti in funzione della eventuale e conseguente  citazione dei presunti responsabili in giudizio per ivi avocarli e sentirli dichiarare tenuti e condannati al risarcimento del danno erariale.

In fatto.

Come è certamente noto, a seguito del fallimento dichiarato delle due società concessionarie della gestione degli aeroporti  S. Anna in Crotone, la Sagas,  e Tito Minniti in Reggio Calabria, la Sogas,  alla società SACAL avente sede in Lamezia terme CZ, è stata affidata, a  seguito di procedura ad evidenza pubblica di aggiudicazione disposta con bando del 2.9.2016, la gestione dei due aeroporti calabresi, mantenendo quella dello scalo  internazionale di Lamezia Terme, già affidatole sin dall’anno 1990. Tale procedura di aggiudicazione è stato allegata a sospetto di illegittimità, ed il ricorso giurisdizionale-amministrativo che veicolava le contestazioni della società  ricorrente Sagas, è stato devoluto alla cognizione del Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria di Catanzaro e  si è concluso con declaratoria di annullamento del bando; e tale sentenza, emessa in data 19 gennaio 2017, è stata impugnata avanti al Consiglio di Stato, che ne ha fissato la discussione nel merito per l’udienza del 5 dicembre 2017, accogliendo provvisoriamente la domanda cautelare di sospensione degli effetti della pronuncia del TAR impugnata sul ricorso in appello presentato da Enac. L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha quindi confermato in data 3 marzo 2017, anche se in via interinale in attesa della sentenza di appello, l’assegnazione, prevista dal bando, che pur era stato dichiarato non legittimo dal Tar, della gestione trentennale degli scali di Crotone e Reggio Calabria alla Sacal, società che già gestiva lo scalo aeroportuale internazionale di Lamezia Terme, appunto e soltanto alla stregua della conferma della sospensiva dell’efficacia della sentenza del TAR della Calabria, adottata dal  Consiglio di Stato nella seduta del 2 marzo 2017.

Orbene, con atto di cosiddetta mozione del 9.1Foto_Catania_Calcio_in_partenza_da_aeroporto_dello_stretto0.2017 annotato a prot.222442 del 10.10.2017 il Consiglio della Città Metropolitana di Reggio Calabria ha formalmente impegnato il Sindaco Metropolitano ed i settori competenti dell’Ente a valutare la possibilità di partecipare al bando di una presunta offerta pubblica di acquisto di quote sociali della società SACAL spa mediante l’erogazione di una somma definita congrua e sostenibile e di adottare, per tale effetto, una delibera di indirizzo in conformità che autorizza il conferimento ben € 1.898.989,30, importo reputato pari al 10,50 % del capitale azionario complessivo, prenotando in sostanza l’acquisto di 3.233 azioni ordinarie sulle 3.869 poste in vendita al prezzo unitario di € 587,31 ( valore nominale dell’azione € 517,00 + sovrapprezzo unitario di € 70,31 ) sul quale operare in via immediata ed anticipata il versamento del 25 % in misura quindi pari ad € 474,747,34  assumendosi al riguardo che: l’Ente intende svolgere un ruolo strategico definito indispensabile per lo sviluppo economico  e turistico del territorio amministrato, i cui interessi esponenziali ( sic ! ) ritiene che gli siano attributi ed affidati alle sue premurose cure, ed in ragione di ciò ed anche del reputato fatto che la SACAL spa gestisce un servizio economico generale ed addirittura universale in favore della area territoriale già compresa nella disciolta Provincia di Reggio Calabria,  appare urgente provvedere ad inserirsi al più presto nel circuito delle domande di partecipazione all’incremento del capitale azionario, perchè l’accesso al finanziamento è riservato soltanto ai primi offerenti ed il termine di scadenza è prossimo; che, prima di assumere la decisione ha avuto copia dei documenti contabili e fiscali della società concessionaria, anche se in via provvisoria in effetti dello scalo reggino, la cui attribuzione definitiva è ancora sub judice, assumendo però che l’Ente debba restare cautelato dagli esiti negativi dall’iniziativa che si appresta ad intraprendere; che pertanto ha introdotto nella domanda di acquisto una clausola articolata che l’abilita al recesso a tenore delle norme codicistiche civili, nei sensi che, qualora, ma successivamente, dovessero essere ravvisate le tre condizioni ostative esplicitate e puntualizzate nell’atto, e di queste se ne avveri anche una sola,  cioè : che il ricorso avanti al Consiglio di Stato abbia “ buon esito “ , ma non sia sa ben per chi, forse nel senso auspicato che sia confermata alla SACAL spa la gestione dell’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria, e quindi venga riformata la sentenza del TAR della Calabria, che, a rigore, ha dichiarato la completa illegittimità del bando di aggiudicazione di entrambi gli aeroporti di Reggio Calabri e Crotone, che – incredibilmente – sia positivamente asseverato, evidentemente dopo, ma periodicamente, s’intenda, senza indicazione del tasso e delle scadenze dei controlli, l’incremento dei vettori di esercizio dello scalo e dei passeggeri che vi si sono imbarcati, quale aspettativa programmatica prevista nel piano industriale della SACAL spa, che venga sostanzialmente modificato lo Statuto sociale della suddetta società, inserendo la clausola aggiuntiva che preveda specificatamente l’ingresso nel Consiglio di Amministrazione di un soggetto designato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. Di tal ché, ad acconto versato contestualmente alla richiesta di partecipazione all’offerta pubblica di azionariato ed al versamento del saldo, non impegnato quanto alla data di soluzione,ma già di fatto deliberato, l’Ente Città metropolitana, verificata anche una sola singola inadempienza  rispetto alle tre condizioni non sospensive ma risolutive dell’obbligo assunto, potrà e dovrà esercitare il diritto di recesso come per legge ( ? ) con contestuale richiesta di restituzione delle somme comunque versate .

Tale atto para-amministrativo si distingue soltanto per la sua grossolana illegaeroporto dello stretto alitalia (6)ittimità e con altrettanto evidenza per la sua assoluta inopportunità, in quanto devolve risorse economiche ingenti in un’avventura insensata di reintegrazione economica e potenziamento di un sodalizio in larga parte privato e prevalentemente pubblico, che, per restare solamente nel merito della sicurezza dell’investimento e della certezza del reintegro, allo stato si connota di queste evidenze contabili disponibili, che sono già di per sé allarmanti . Ed invero va osservato che la SACAL spa negli ultimi tre anni fiscali di esercizio ha annotato sempre perdite e mai profitti; che la SACAL spa è creditrice nei confronti dei propri soci privati per sottoscrizione di aumenti di capitale deliberati negli anni fino all’importo di € 2.860.000,00 giammai versati e giammai richiesti ai debitori: il capitale sociale dichiarato pertanto è solo virtuale; che anche qualora la clausola della designazione di un soggetto in rappresentanza dell’Ente nel Consiglio di Amministrazione che ha così generosamente ritenuto di dotare la società SACAL spa, che se donna sarebbe difficilmente maritabile, questi sarà ovviamente frutto di scelta politica, ed ove dovesse esser tale clausola approvata illegittimamente anche dal socio maggioritario pubblico, rappresenterebbe sempre e soltanto la quota azionaria di pertinenza del mandante Ente metropolitano ( la titolarità di appena 3.233 azioni su 30.794), e resterà irrilevante nelle decisioni strategiche della concessionaria, senza possibilità di incidere in alcun modo sulla performance a vantaggio degli interessi della Città Metropolitana; che il piano strategico approvato degli interventi prevede a breve un solo impegno finanziario per lo scalo del Tito Minniti, ossia l’allaccio degli impianti di sversamento alla rete fognaria comunale, da eseguirsi nell’anno  nel 2033, che solo in caso di reperimento di finanziamenti pubblici potrà essere anticipato al 2024 in contestualità al programmato intervento del completamento dell’illuminazione del prolungamento della pista testata 33, programmato per quell’anno, con impegno di spesa di € 150.000,00,  e non altro ! che la SACAL spa ha contratto un debito con la Banca BPER che deve essere reintegrato fino alla concorrenza, ancora, di ben € 1.100.000,00 a fronte del quale ha dovuto costituire in garanzia il “ collateral “ indisponibile, in effetti un pegno in denaro, di ben € 800.000,00, onerandosi di congrui interessi compensativi; che nel decorso mese di aprile 2017 i vertici della società sono stati coinvolti in indagine di natura penale per malversazione e reati anche più gravi a carico di ben 21 amministratori, compresi quelli della SACAL GH, dalla spa controllata, con la conseguenza che tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione si sono dimessi, e nella successiva data del 2 maggio 2017 il CDA è stato ricostituito con la nomina di tre membri espressi dai soci pubblici e privati, che è stata fortemente contestata la nomina ad Presidente del CDA del prefetto in pensione dott. Arturo De Felice, per conclamata incompatibilità all’incarico e dubitata adeguatezza professionale, provenendo il suddetto funzionario a riposo dai ruoli della Polizia di Stato ed avendo esercitato sempre cariche e funzioni di polizia giudiziaria o di ordine pubblico, che nelle pur ottimistiche previsioni della società, si configura per l’esercizio economico in corso un utile annuale di appena € 52.000,00, e per il futuro non si è in grado di fare previsioni, che non essendo la società quotata in Borsa il valore delle azioni è solo ipotetico e se il controvalore del 10,50 % del capitale azionario è stimato ed acquistato con l’immissione di quasi due milioni di euro, il calcolo approssimativo dell’intero pacchetto dovrebbe ammontare a venti milioni di euro, valore assolutamente implausibile, che avuto riguardo ai risultati disastrosi della gestione del triennio già bilanciato ed agli esigui redditi solo configurati per l’esercizio in corso, dovrebbe sostenersi che la società è valutabile in quattrocento volte l’ultimo utile di € 52.000, illazione pura e semplice che se non fosse tragica sarebbe grottesca, che la restituzione del capitale conferito, ovviamente senza interessi perché non previsti, nello stesso importo versato non opererebbe certamente de plano e con effetto immediato a semplice richiesta dell’Ente metropolitano, il quale dovrebbe far valere la clausola risolutiva della circostanza successiva ed eventuale non avverata ( decisione positiva del Consiglio di Stato, incremento dei voli ed aumento dei passeggeri, modifica dello Statuto sociale ed ingresso di un rappresentante dell’Ente nel CDA ), ma comporterebbe ovviamente, ( forse con esclusione della prima, che però all’udienza del 5.12.2017 potrebbe consistere anche in un’ordinanza interlocutoria senza delibazione finale e definitiva del ricorso, differita al prosieguo), un’adeguata verifica in contraddittorio, che certamente  sarà traslato in sede giudiziaria civile, ed all’esito dei riscontri asseverativi della legittimità del recesso dell’Ente, questi potrebbe pretendere non il capitale versato ma il controvalore del pacchetto azionario acquistato, da stimare in arbitrato o in contenzioso rituale civile, al netto del sovrapprezzo.

Ma tale reintegrazione, a parte che sarebbe solo pLamberti Castronuovoia illusione, non potrà che consistere nel valore delle azioni stimato all’atto della convalida della legittimità del recesso, e non potrà mai ed in nessun caso esser pari o neanche prossimo per difetto all’importo effettivamente versato. In sostanza, e per concludere, l’impegno di spesa dell’Ente metropolitano è soltanto una delirante avventura finanziaria, senza scopo, senza previsione di utilità sociale, senza possibilità e forse senza neanche prospettiva di reintegro, ancora un dissennato e forse disonesto impiego del pubblico denaro sul quale va sollecitata con fermezza l’attenzione dell’organo requirente, al quale si sottopongono anche le seguenti osservazioni in diritto. Appare necessario valutare in linea generale la opportunità e la congruità dell’investimento già programmato dall’Ente pubblico, traguardandole in ordine alla salvaguardia dei principi di buona amministrazione ex art 97 della Costituzione, anche in relazione alle consistenze di bilancio, alle risorse disponibili ed alla priorità di altre spese urgenti ed indifferibili. Va ancora osservata la correttezza tecnico-giuridica dello strumento utilizzato dall’Ente, ossia la cosiddetta mozione, che in sostanza appare come una delega irrevocabile al Sindaco metropolitano, il quale agirebbe quale mandatario senza responsabilità di sorta ed al solo fine di dare ottemperanza al mandato conferitogli . In effetti lo strumento della mozione è enucleato nello Statuto della Città Metropolitana, approvato con deliberazione della Conferenza metropolitana n. 1 in data 29/12/2016, soltanto all’art.31, ove tra le prerogative dei Consiglieri Metropolitani  si statuisce che essi, quali titolari del diritto di sindacato politico dell’Ente, (c.3 ) hanno diritto ( omissis ) c) di presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni alle quali, secondo le previsioni del regolamento consiliare, entro 30 giorni deve essere data risposta scritta o verbale in aula o in Commissione. Mentre il successivo art. 34 disciplina la istituzione e partecipazione ad enti o società, assumendo testualmente che :  1. Nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia, nell’ambito delle sue funzioni e nel perseguimento delle finalità che le sono affidate, la Città metropolitana singolarmente o d’intesa con i Comuni dell’area o loro forme associative, può istituire enti strumentali, agenzie, promuovere società di diritto privato, assumere partecipazioni in enti o società, allo scopo di conseguire una maggiore funzionalità nello svolgimento delle attività. 2. L’istituzione di nuovi enti o la partecipazione a enti o società di diritto privato è proposta dal Sindaco metropolitano e deliberata dal Consiglio metropolitano. Le medesime modalità si applicano in caso di scioglimento o liquidazione di enti e società. Si verte pertanto in fattispecie eterodossa, in aperto contrasto non solo con norme primarie ma addirittura con gli interna corporis dell’Ente, già colorata da palese illegittimità e appaiono esperibili le misure ritenute più opportune nei confronti dei soggetti eventualmente responsabili del danno erariale in caso di accertamento di condotte affette da colpa e/o dolo, anche in considerazione dei principi di efficienza, efficacia ed economicità costituzionalmente imposti. Tutto ciò premesso si chiede all’Autorità inquirente contabile in indirizzo di accertare le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti nella fattispecie denunciata, da individuarsi nel Consiglio della Città Metropolitana di Reggio in persona dei Consiglieri Metropolitani che hanno approvato la mozione, nel Sindaco della Città Metropolitana e nel Segretario generale della medesima Città Metropolitana.

Consigliere Metropolitano dott. Eduardo Lamberti Castronuovo                     

Avv. Giuseppe Renato Milasi