A Reggio Calabria la presentazione della la quarta edizione del Sabirfest [FOTO e INTERVISTE]

Reggio Calabria: presentato stamani, nella Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, la quarta edizione del Sabirfest

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

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Questa mattina, nella Sala Conferenze della Pinacoteca civica di Reggio Calabria, presentazione “corale” delle iniziative in programma nella città calabrese dello Stretto per l’edizione 2017 del SabirFest, la quarta in assoluto, che però sarà la prima a vedere dibattiti, presentazioni di libri, confronti pubblici, spettacoli avere luogo simultaneamente in Sicilia (Messina, Catania) e in Calabria (Reggio Calabria)Nell’apertura della conferenza stampa moderata da Mario Meliadò – giornalista e fra i promotori dello “sbarco” del SabirFest a Reggio Calabria –, Maria Lucia Parisi di International House ha posto in luce l’importanza di dar voce a un Mediterraneo “positivo” ma complesso, non senza rimarcare come per l’incontro coi cronisti sia stata scelta una data tragica ed emblematica: la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che ricorre ogni 3 ottobre in omaggio alle 368 vite spezzate appunto nelle acque mediterranee il 3 ottobre del 2013. Nei tre anni che hanno seguìto quella terribile strage, nel Mar Mediterraneo sono morti oltre 15mila migranti. Voce quindi alle tre rappresentanti del Comune di Reggio Calabria. «A proposito di migranti, da gennaio a luglio qui a Reggio Calabria abbiamo avuto la presenza di 1.950 minori non accompagnati nelle 18 strutture che nel tempo sono state attivate sul territorio comunale, 500 ragazzi nel solo mese di giugno – ha evidenziato l’assessore comunale Lucia Anita Nucera, che tra le proprie deleghe annovera le Politiche sociali e soprattutto le Minoranze linguistiche –. Ma adesso non ce ne sono più, perché le strutture di primissima accoglienza sono state tutte svuotate e chiuse, e i minori sono stati trasferiti già a luglio in strutture idonee». Specificamente riguardo al SabirFest, l’assessore Nucera ha chiarito che la partnership per l’edizione 2017 è solamente l’inizio di un percorso da ritenere strategico: «Per la quinta edizione del “Sabir”, nel 2018, oltre a ospitare qui un numero ancor più cospicuo d’iniziative, saremo noi stessi ad andare da Reggio Calabria in Sicilia, e a contribuire portando lì anche il nostro punto di vista».

Giuggi Palmenta, componente della Commissione Politiche giovanili del Comune, ha rammentato come nel marzo scorso il “battesimo del fuoco” dell’organismo comunale abbia preso corpo proprio col viaggio di una delegazione della Commissione ad Atene, certamente uno dei “cuori” dell’area euromediterranea. «Il confronto per noi va considerato un valore irrinunciabile», ha evidenziato la Palmenta, anche in riferimento all’attualità della «necessità del saper ascoltare le persone che quotidianamente vivono alcune difficili realtà, in Grecia e in altri Paesi di un angolo di mondo tormentato come il Mediterraneo». «Il Consiglio d’Europa sta offrendo da mesi direttive precise agli organismi a matrice paritaria, in particolare sull’antidiscriminazione e sulla non-violenza. Questa direttrice – ha rilevato Michela Calabrò, presidente della Commissione Pari opportunità del Comune – si sposa perfettamente con quella che è la nostra idea “guida” dall’inizio del mandato: il concetto di “pari opportunità” deve senz’altro essere ripensato e ristrutturato, esattamente in questa visione “allargata”. Proprio in quest’accezione siamo particolarmente felici dell’attenzione posta dal SabirFest a queste tematiche, che sintetizzano le “pari opportunità” in termini di sviluppo della persona e di dignità complessiva dell’esistenza per tutti i cittadini dell’area mediterranea». A chiudere la conferenza stampa di questa mattina, un articolato e avvincente racconto di Caterina Pastura, da quattro anni “anima” del SabirFest, sull’imprinting complessivo della manifestazione, ma pure sulla sostenibilità della manifestazione calabro-sicula nel medio termine e sulle caratteristiche di sezioni peculiari come il SabirMaydan. «Messina e Reggio, morfologicamente, la questione dell’“abbraccio” tra sponde, culture, popolazioni diverse dovrebbero avere nel Dna: nei fatti, però, non è così. Anche per questo ravvisiamo l’esigenza forte di una manifestazione come il SabirFest, fin dal nome: un tributo alla lingua franca, il “sabir” appunto, che nell’area del Mediterraneo si parlava fin quasi alle soglie del ventesimo secolo, mescolando i dialetti corso, catalano, siciliano e sardo allo spagnolo, al francese, al greco e alle lingue slave, perché la gente aveva bisogno di comprendersi. Un’esigenza-chiave che oggi, purtroppo, si sta forse tristemente accantonando». Inevitabile poi un riferimento “alto” alla Questione Mediterranea, che avrà quest’anno una propaggine nella divulgazione della stesura provvisoria della Carta dell’Identità mediterranea, che certamente anche dagli eventi reggini, messinesi e catanesi di questa 4^ edizione trarrà linfa utile alla sua imminente stesura definitiva.

 

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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