8 Ottobre, prima protesta nazionale contro il bollo auto a Jesi (AN)

Si terrà giorno 8 ottobre in Italia la prima protesta pubblica riguardo il bollo auto

programma“TUTELA PATRIMONIO MOTORISTICO” – questo il nome del gruppo Facebook che conta quasi 40000 membri riuniti in poche settimane e dal quale è di fatto nata la prima protesta pubblica in Italia riguardante la tassazione delle autovetture che si concretizzerà a Jesi (An) giorno 8 Ottobre prossimo, alla quale parteciperanno cittadini provenienti da tutta Italia. Il tutto nasce dalla recente reintroduzione della tassa di possesso per i veicoli ultraventennali, che fino al 2014 erano esentati e al suo posto pagavano una tassa di circolazione ridotta. Tale modifica non solo ha ridotto gli esemplari di interesse storico presenti sul nostro territorio che sono stati furbamente acquistati da commercianti esteri dove il possesso di un’automobile non è una colpa ma un onore frutto del proprio lavoro, ma ha anche generato un notevole danno economico all’indotto che ruota intorno a questi veicoli, dai meccanici ai club che certificavano l’interesse storico e persino alle fiere del settore! Ma non basta ed è allo studio una riformulazione della tassazione (certamente con un aumento) per i veicoli fino alla classe di emissione Euro 3, che 10-15 anni fa ci vendevano come “green” ed ecologici, perché inquinano e vanno rottamati!! Ci si domanda , e chi non può permettersi di acquistare un’auto nuova? Cosa farà? E chi non può permettersi di pagare l’aumento e si ritroverà l’OBBLIGO di pagare? E i veicoli oggi storici ovvero con più di 30 anni, i quali hanno segnato la storia dell’automobile sopratutto in Italia (Ferrari, Lamborghini, De Tomaso, Alfa Romeo, Lancia, Fiat, Maserati solo per citare alcune eccellenze nostrane) che non hanno neanche una classe di emissione e vengono utilizzati solo per raduni, che fine faranno quando i proprietari si vedranno applicata una tassa su un’automobile che non utilizzano? Leggendo le discussioni nel gruppo facebook si possono prendere interessanti spunti per richiedere una riformulazione della tassa definita di “possesso” che colpisce appunto l’avere o meno un automezzo, sia esso nuovo d’epoca guasto funzionante circolante e non, più o meno di valore tenendo conto esclusivamente della potenza che al giorno d’oggi non può più far testo in quanto le vere auto di lusso oramai superano i 600/700cv, talvolta i 1000cv mentre le vetture più popolari come una Hyundai I30 o una Seat Leon sviluppano tranquillamente 250/300cv e solo per l’Italia le case automobilistiche devono proporre versioni depotenziate o con motorizzazioni ridicole rispetto ai medesimi modelli venduti in tutti gli altri stati. Stati i quali non tassano il mero possesso di un automezzo bensì la sua circolazione, che incide sì sull’inquinamento, sulla manutenzione della rete stradale, sul traffico ecc., mentre in Italia si è costretti ad un bivio: tenere un veicolo anche fermo dentro la proprietà e pagare una tassa spesso sproporzionata rispetto al suo valore, rottamarlo anche se ancora in buone condizioni o di interesse storico, svenderlo ai commercianti esteri che nel frattempo si stanno costruendo un impero di automobili che in Italia sono invendibili per colpa di una legislazione e di un fisco ciechi e menefreghisti. Si menziona anche il tanto discusso superbollo introdotto sul finire dell’ultimo Governo Berlusconi ed immediatamente inasprito dal Governo Monti nel famoso decreto “Salva Italia”, una mazzata da 1000, 2000€ nei migliori casi su veicoli che valevano 5000/10000€ e che di lusso non tassava proprio nulla, infatti bastava che l’auto avesse massimo 250cv per esserne esonerata anche se il modello prevedeva finiture extralusso con un listino di 90000, 100000€ ed oltre, svenduti sempre a commercianti esteri i quali tutt’ora caricano bisarche di veicoli svenduti dai proprietari con ingenti perdite perchè risultano invendibili sul suolo Italiano. Misure le quali, è bene ricordarlo, sono state inserite dall’oggi al domani e non vi era possibilità alcuna di scegliere prima se acquistare o meno un mezzo in base al suo costo di mantenimento successivo. L’Ing. Carlo Negri, pioniere dell’iniziativa, rammenta come la sua Lancia Delta anni ’90 all’epoca pagava soltanto l’equivalente di €172,00 e che era stata acquistata tenendo conto di quella spesa la quale si sarebbe annullata al 20° anno d’età, ed invece oggi paga quasi 600,00€ di tassa di possesso per un veicolo conservato solo per passione! Ripercorre inoltre l’evoluzione della tassa sull’automobile che fino al 1983 era di circolazione e che nel corso degli anni ha visto aumenti spropositati e senza cognizione di causa. Allora ci si pone tutti una domanda in comune, dopo aver pagato l’IVA all’acquisto di un automezzo, l’IPT oggi molto alta, le accise sulla benzina che costituiscono il 70% di quello che paghiamo al distributore grazie a balzelli introdotti quasi 100 anni fa e mai eliminati (vedasi accisa per la Guerra in Abissinia), i passaggi di proprietà che superano il valore dei veicoli con cifre in media tra le 600€ e le 1000€, dopo avere le strade che abbiamo con ponti che cadono ed uccidono e voragini un pò per tutta Italia, si può definire possedere un’automobile se ogni anno si è obbligati a corrispondere per possederla una cifra che non viene adeguatamente reinvestita per migliorare la mobilità ed è totalmente sproporzionata rispetto al  suo valore economico? Possedere è un onore, frutto del proprio lavoro, una colpa o un delitto? Non dimentichiamoci i sistemi più avanzati esistenti negli altri paesi, dove una targa si può richiedere in tabaccheria per pochi soldi e non si paga alcun bollo (Francia), dove un’auto chiusa nel proprio garage può non avere una targa, può circolare per quanti giorni si vuole con una temporanea e nel misero bollo di circolazione comprende persino il pedaggio autostradale (Germania), dove un’unica targa personalizzabile si sposta da veicolo a veicolo (Svizzera), mentre noi ancora manteniamo carrozzoni che non hanno fatto nulla per tutelare l’Italiano automobilista da questi scempi e si proclamano club nazionali e paghiamo una tassa di possesso che da sempre reprime il mercato Italiano dell’automobile!

Con questi propositi dalle discussioni nate sul social network si è deciso di effettuare un primo raduno di protesta giorno 8 Ottobre a Jesi (Ancona) per coordinare un evento successivo ancora più significativo ovvero un grande raduno nazionale di protesta effettuato simultaneamente in ogni città Italiana, affinché lo Stato, la Politica ed i cittadini tutti si rendano conto che con questa tassa “di possesso” si limita la nostra libertà e democrazia e che per troppo tempo è passata inosservata se non all’atto del pagamento annuale!! Ed è proprio fresca la notizia che il Presidente dell’Aci Sticchi Damiani, in occasione della conferenza stampa di presentazione della 34/a edizione del “Salone Auto e Moto d’Epoca 2017” che si terrà a breve in quel di Padova, ha rammentato la necessità dell’eliminazione del Superbollo e del ripristino dell’esenzione per i veicoli più anziani, proprio in concomitanza col nascere della protesta che inizierà Domenica prossima. Appello trito e ritrito, nel tempo sbandierato da vari politici, dirigenti, governanti ma che non ha mai trovato inspiegabilmente riscontro.