Vibonese e la Serie C: l’ingiusta agonia

Grande attesa in casa Vibonese, oggi pomeriggio sono attese le decisioni sulla FIGC in merito alla riammissione in Serie C

vibonese-Serie CE’ paradossale ciò che sta accadendo in Serie C, un campionato iniziato senza che si conosca ufficilamente la composizione delle squadre partecipanti al girone di Serie C 2017/2018. Da alcune settimane, il braccio di ferro che  vede coinvolti la Vibonese, la Lega Pro e la  FIGC potrebbe risolversi a breve, il condizionale è un obbligo quando si parla di Lega Pro, diritto sportivo e giurisdizione. Il campo aveva emesso la sua di sentenza lo scorso 28 maggio nello scontro play out perso contro il Catanzaro, ma le note vicessitudini e/o illeciti finanziari dell’Acr Messina hanno successivamente modificato lo scenario imposto dal rettangolo verde (il Messina giocò nella scorsa stagione senza averne il diritto e per questa stessa infrazione è retrocesso all’ultimo posto in graduatoria). La Vibonese, come qualsiasi altro club, ha deciso di ricorrere in giudizio e giustamente  ha vinto. Il ricorso  accolto lo scorso  24/08 ai danni del vecchio ACR Messina del Presidente Proto, da ragione alla Vibonese  denunciando la posizione della società biancoscudata circa la polizza fidejussioria richiesta dalla Co.Vi.So.C.

gravina-tavecchio-300x241-248x165_c Il verdetto dovrebbe essere chiaro obbligando la Lega Pro a riscrivere la classifica, retrocedendo il Messina per illecito sportivo all’ultimo posto e riammettere i rossoblù del presidente Pippo Caffo in Serie C. Ma non è così semplice quando s’innescano dinamiche particolari
Una battaglia quella rossoblù iniziata il 28 luglio scorso quando il Tribunale Federale Nazionale (il primo grado di giustizia sportiva) ha giudicato il ricorso della squadra calabrese inammissibile (perché presentato esclusivamente nei confronti della società Messina e non anche nei confronti della Lega Pro e poi perché – essendo decorsi oltre 30 giorni dalla data di avvenuta conoscenza del fatto – l’unico soggetto legittimato a proporre azione contro il Messina, che non ha presentato in tempo utile la fideiussione sostitutiva richiesta a seguito del fallimento della Società assicuratrice Gable Insurance, sarebbe dovuto essere il Procuratore Federale mediante atto di deferimento che fu però fatto e che lo stesso Tribunale Federale Nazionale il 15 maggio scorso rigettò per mancanza di prove dell’inefficacia della polizza fideiussoria. A questo punto, la Vibonese è ricorsa alla Corte Federale d’Appello, (secondo grado di giudizio dell’ordinamento sportivo), e ha avuto ragione come si evince dalle motivazioni pubblicate dalla Caf. Adesso l’agonia dei tifosi calabresi culminerà con la sentenza da parte della FIGC che ha chiesto la documentazione della sentenza della CFA per preparare il ricorso al collegio di garanzia del CONI che sarà ufficializzato nel consiglio federale di oggi. La Vibonese del presidente Caffo merita la Serie C per la serietà e la corretteza, per l’entusiamso e per tutto ciò che la società ha dimostrato su tutti i campi della Serie C; occorrerà meno speranza e più pretese nei confronti della giustizia ordinaria per chi ha rispettato le regole sino alla fine. Così tra classifiche riscritte, società riammesse/retrocese nei corridoi dei palazzi FIGC l’estate per la Serie C 2017/2018 non è ancora terminata ed i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo.

reggina vibonese (35)Ne risente lo sport, ne risente chi investe correttamente e con sacrifici porta aventi il calcio in contesti che facili non sono, ne risente il tifoso che se pur lontano da aule e dibatitti giudiziari attende inerme sentenze che con il calcio giocato hanno poco a che fare. Nei fatti la Vibonese non è dunque mai retrocessa in Serie D ed abbandona la quarta serie a gironi composti, tornando con ogni probabilità nel girone C. Il caso Vibonese verrà comunque discusso al Consiglio federale in programma oggi pomeriggio a Roma dove la vicenda dovrebbe chiarirsi una volta per tutte ma attenzione…. in Italia una causa evidente non sempre ha già la sentenza pronta.