Un week end per la speranza di vita degli ammalati: iniziative dell’Avis

trasfusione-sangueL’Avis, che rappresenta in Italia la maggiore associazione di volontariato della raccolta del sangue, nella nostra regione e nella nostra provincia unisce un alto numero di sedi e di volontari, si sta prodigando per rafforzare con ogni mezzo, il numero delle “sacche di vita” da inviare agli ospedali pubblici e privati. Nel week end appena trascorso l’Avis è riuscita a consegnare oltre 160 sacche provenienti dalle più svariate zone della provincia e della città, segno tangibile che il volontariato risponde adeguatamente e che se si deve parlare di emergenza c’è la necessità di distinguere le responsabilità delle strutture pubbliche, ma bisogna eticamente considerare il volontario donatore come persona sensibile e coinvolta nel percorso educativo e donazionale. Lanciare appelli senza obiettivi, significa tornare indietro a prima della Legge 107/90, che ha definitivamente sancito in Italia il ruolo preminente del volontariato per raggiungere l’autosufficienza in auto componenti e emoderivati. La legge 219/2005 successiva alla 107/90, ha poi fornito ulteriori strumenti per strategie organizzative che dovrebbero scongiurare gli appelli indiscriminati grazie ad un sistema efficiente che parte dai Comitati del Buon Uso del Sangue passando per le strutture di coordinamento regionale e nazionale che da più di un decennio, nelle regioni avanzate garantiscono programmazione della raccolta e meccanismi di compensazione con la certezza che il sangue non manchi più a nessuno. Tutti gli attori del sistema dovrebbero compiere il loro dovere ed assolvere i propri compiti, gli amministratori a fare gli atti di competenza, per esempio le convenzioni prevista della legge, i centri trasfusionali armonicamente dialogare tra di loro ed il volontariato che opera per la cultura del dono in ogni ambiente sociale dalla scuola allo sport al mondo del lavoro.