Santuario della Madonna di Polsi tra storia, leggende e ‘ndrangheta [FOTO]

Il santuario della Madonna di Polsi è un luogo di culto mariano situato presso la frazione di Polsi del comune di San Luca, nel reggino. Tante le storie, le leggende ed un cordone ombelicale forte con la ‘ndrangheta

'NDRANGHETA:SINDACI LOCRIDE, POLSI RAPPRESENTA NOSTRA STORIAIl santuario della Madonna di Polsi è un luogo di culto situato presso la frazione di Polsi del comune di San Luca, nel reggino. Il luogo sacro è circoscritto fra i monti nel cuore dell’Aspromonte ed è probabilmente il massimo luogo di culto della Calabria. Nel periodo che va da marzo ad ottobre, la zona si anima con una presenza massiccia di pellegrini, provenienti in gran parte dalla provincia di Reggio ma anche dall’intera Calabria e Sicilia. Sulla Madonna di Polsi si raccontano molte leggende. Una di queste vuole che nel IX secolo alcuni monaci bizantini, in fuga dalla Sicilia a causa delle incursioni saracene, si spinsero nel cuore dell’Aspromonte, ai piedi di Montalto, dove fondarono una piccola colonia ed una chiesa.  Un’altra leggenda, diffusissima, racconta che nell’XI secolo un pastore di nome Italiano, di Santa Cristina d’Aspromonte, intento a cercare un toro smarrito, scorse l’animale che dissotterrava una croce di ferro; gli apparve quindi la Beata Vergine col Bambino che disse: “voglio che si erga una chiesa per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi”. Tutt’oggi all’interno del santuario vengono conservate la statua della Madonna della Montagna di Polsi, scultura in tufo di notevole bellezza e lucentezza, la Santa Croce e vari cimeli tra i quali la bara del principino di Roccella. Il santuario della Madonna di Polsi ha un’importanza assoluta per la ‘Ndrangheta, la mafia calabrese. Ogni anno, in occasione della festa della Madonna, boss della ‘Ndrangheta provenienti non solo dalla Calabria ma da tutto il mondo si ritrovano. In questa occasione vengono prese decisioni importanti. Si stringono alleanze e si progettano le strategie criminali. In relazione a queste vicende, il vescovo di Locri-Gerace, Giuseppe Fiorini Morosini, in occasione della festa solenne 2010 della Madonna di Polsi, ha condannato le attività della ‘Ndrangheta ribadendo che le attività illegali nulla hanno da condividere con la fede cristiana e affermando: “in questo Santuario si è consumata l’espressione più terribile della profanazione del sacro ed è stato fatto l’insulto più violento alla nostra fede e alla tradizione religiosa dei nostri padri”.