Reggio Calabria, Sorgonà: “volontà di voler risolvere le problematiche che affliggono l’Oasi ed il Kalura”

Sasha Sorgonà esprime la volontà di voler risolvere le problematiche affliggono alcuni locali di Reggio Calabria

SEQUESTRO KALURADue noti locali storici della città di Reggio Calabria, “L’Oasi” e il “Kalura”, sono da tempo inattivi. Il sequestro di questi due noti locali continua ad essere una ferita aperta per la città e per tanti cittadini. Alessandro (Sasha) Sorgonà, apprese le problematiche amministrative, è deciso a voler impegnarsi per poterle risolvere. In una nota stampa scrive che “duole apprendere le problematiche amministrative alle quali sono assoggettati i noti locali “L’Oasi” e “Kalura” che ab illo tempore fanno parte del Silb. Da parte nostra sarebbe poco responsabile non considerare l’alto valore storico e produttivo di queste attività. Dobbiamo impegnarci e creare una rete costruttiva tra gli organi amministrativi e la comunità tutta. E’ per questo che preso atto del mio ruolo intendo chiedere un confronto aperto tra gli organi di competenza e i titolari delle citate attività. Noi saremo sempre dalla parte della legalità ed è giusto che venga applicato il rispetto delle regole in modo indistinto ed esteso a tutti. Soprattutto dobbiamo fare estrema attenzione perché non può e non deve passare il fuorviante messaggio che nella nostra città fare impresa diventa quasi impossibile. Questo non fa altro che allontanare tanti giovani che, con una speranza ormai offuscata da questa fitta nebbia, abbandonano la nostra amata terra cercando fortune altrove. Noi abbiamo il compito di trasmettere serenità e cercare di attrarre investimenti nella nostra Reggio Calabria per sviluppare il tessuto economico e sociale.

Siamo consapevoli delle difficoltà del nostro territorio anzi, diciamo senza mezzi termini che la situazione lancinante che viviamo ormai da anni penalizza oltremodo gli esercenti che operano in strutture nel rispetto della normativa vigente. Questo è il momento di unirci e aiutarci gli uni con gli altri. Ci ritroviamo in una città quasi incapace di desiderare tempi migliori. Il nostro compito è proiettare lo sguardo al futuro e, a testa alta, riprendere a sognare”.