Reggio Calabria, Leone: “necessario psicologo a scuola per comprendere e prevenire il disagio”

Per l’Ordine degli Psicologi è necessario la presenza di uno psicologo nelle scuole

scuola banchiL’odierno convegno sul ‘benessere psicologico a scuola’ promosso dall’Ordine regionale degli Psicologi ha richiamato, ancora una volta, il mondo della scuola nelle sue diverse articolazioni,e non solo,a riflettere sui problemi del disagio che coinvolge sempre più spesso i nostri ragazzi nel delicato momento dell’adolescenza, allo scopo di collegare l’analisi e la definizione più chiara del problema con la ricerca di soluzioni operative. “E’ indispensabile avviare un percorso di confronto e di collaborazione con i diversi attori del territorio con cui condividere strategie d’intervento e strumenti per supportare il lavoro quotidiano dei docenti e sostenere gli studenti che esprimono nelle diverse forme la loro situazione di difficoltà. Il giovane ha bisogno di molteplici cure, che per essere efficaci presuppongono un ‘attenzione costante da parte delle istituzioni e della società nel suo complesso. La fragilità insita nella condizione giovanile merita un rispetto attivo, intenso a proteggere e comprendere le istanze degli adulti di domani: è non è retorica affermare che il futuro e la prospettiva stessa della società passano necessariamente attraverso la costruzione di un percorso sereno ed equilibrato dell’età più esposta e delicata. Le cause sono riconducibili a fenomeni di bullismo, di comportamenti a rischio, problemi con i coetanei,di dipendenza all’uso di stupefacenti, di comportamenti violenti, di fughe da casa per difficoltà in ambito scolastico, di suicidio e di tentativo di suicidio“. A chiarirlo in una nota stampa Guido Leone già Dirigente tecnico USR Calabria.

La didattica è la prima forma di prevenzione del disagio nella scuola. Bisogna pertanto prestare grande attenzione (docenti compresi) ai segnali di crisi taciuti dai ragazzi. Bisogna superare omertà e afasia. Si deve creare una “cultura della crisi”, mettere in circolo ricerche ed esperienze, energie e sinergie tra pubblico e privato. Si riconosce, pertanto, la necessità di rimotivare l’azione della scuola nei confronti del disagio, partendo dalla proposta avanzata nei mesi scorsi  dall’Ordine regionale degli Psicologi della Calabria finalizzata alla istituzione di un servizio di counseling scolastico non solo per gli allievi, anche per i genitori ed i docenti. La proposta è stata illustrata da tempo alla Direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria ma senza alcuno riscontro. Silenzio totale. Uno dei primi obiettivi,che si intende perseguire con una intesa sperimentale,allargata oltre che alla USR anche agli Assessorati regionali alla P.I. E alla Sanità,è quello di individuare sul territorio  un certo numero di scuole secondarie di 2° grado riconosciute a rischio per contesto sociale in cui la scuola insiste, soprattutto per consistente numero di popolazione scolastica(è il caso del comune di Reggio Calabria),o altro significativo indicatore sociale, ricadenti su alcuni distretti socio-sanitari prescelti per portare avanti l’esperienza di counseling scolastico. La proposta, contenuta nel protocollo d’intesa che è sperabile sia accolto dagli Enti citati,  è in linea con gli orientamenti europei( solo Italia e Lituania non sono dotate di una legislazione in merito) e afferma un principio che da oltre quindici anni aspetta di essere riconosciuto attraverso una non più rinviabile legge:l’istituzione di un servizio strutturato di psicologia scolastica all’interno degli istituti scolastici di ogni grado” prosegue.

La presenza dello psicologo contribuirà al miglioramento della vita scolastica,supporterà anche le famiglie,migliorerà la qualità dei servizi offerti dalle istituzioni scolastiche e fronteggerà ,prevenendoli,i fenomeni di insuccesso formativo, di abbandono, di dispersione e di disagio giovanile. L’attuale contingenza storico-sociale richiede al sistema formativo,cui concorrono le altre istituzioni obbligate a fornire servizi alla persona, la capacità di rispondere a grandi sfide: in questa condizione ,la scuola deve essere,più che mai,”scuola di valori”che non mira semplicemente a formare il cittadino e il lavoratore,ma si preoccupa innanzi tutto della persona” conclude.