Reggio Calabria, Gentile: “centinaia di famiglie muoiono di fame perchè l’Asp non paga”

images (2)“Nel “quarto mondo” dell’area metropolitana di Reggio Calabria, dove l’ASP più disastrata di Europa tenta di risalire la china, le rimesse regionali non bastano più per affrontare le spese correnti. Questo perché troppi debiti pregressi, prontamente esigibili per effetto delle delibere dei commissari ad acta,  prosciugano le casse dell’ASP. Ingenti somme vengono erogate, in ottemperanza ai giudicati emessi dai vari tribunali reggini, lievitate negli anni e nati durante le “gestioni allegre” del Sistema Sanitario Provinciale. Nodi venuti al pettine con somme da capogiro da sborsare, composte da una sorta capitale triplicata per interessi, fatturati oltre i limiti di accredito e spese di giudizio sommate nel tempo. Intanto nessuno paga per questi errori del passato e nessun atto giudiziario è stato promosso dall’ASP e dalla Regione Calabria, contro i direttori, commissari e capi a vario titolo, per i danni causati al Servizio Sanitario Pubblico. Questi orrori del passato, oltre ad essere pagati dai cittadini, determinano una condizione di sofferenza economica talmente impressionante da far saltare persino i mandati di pagamento pronti in banca per essere bonificati. I gravi ritardi nei pagamenti delle fatturazioni elettroniche, non permettono di erogare lo stipendio a migliaia di lavoratori di tutte quelle società che compongono l’indotto dei servizi territoriali e ospedalieri, di supporto alle attività dell’ASP di Reggio Calabria. Parliamo di Case di Riposo e Protette, Residenze Sanitarie Assistite, servizi appaltati dall’ASP per pulizie e sanificazione di tutti gli ospedali, per strutture sanitarie territoriali e uffici. Insomma bisogna pensare che il mondo del lavoro composto da tutte queste attività, probabilmente è gestito da persone poco furbe e meno asservite di quelli del passato. Forse non hanno saputo o voluto trovare protezione nei poteri forti che hanno controllato e forse, in parte, continuano a controllare tutti gli ambiti dove si muovono grossi capitali e importanti forme occupazionali. Sappiamo bene che denaro, potere e consenso elettorale, sono gli elementi determinanti del bello e cattivo tempo delle singole attività per renderle forti o farle fallire. Evidentemente le condizioni ottimali del passato, causa del danno economico certificato all’ASP di Reggio in € 500 milioni, non esistono più e il sistema si è inceppato, vuoi perché la politica deve dare conto ai cittadini ma, anche e principalmente per gli interventi puntuali ed efficaci della Procura. E allora perché l’attuale scenario ci consegna un orizzonte dove vediamo in ginocchio migliaia di lavoratori che aspettano col cuore in mano l’arrivo dello stipendio, già in ritardo da tre mesi e si sentono morire solo al pensiero di ulteriori ritardi: le rate del mutuo scadute; i mesi di affitto da pagare; le bollette di acqua e luce non si pagano; i distributori di carburante non fanno più credito ed è un problema recarsi sul posto di lavoro; i figli devono iniziare l’anno scolastico senza penne, libli e quaderni. Questa è una non vita quotidiana impregnata di paure e incertezze. Paure e incertezze che si stanno trasformando in un’onda enorme di rabbia pronta ad esplodere da un momento all’altro e colpire le sedi dei riferimenti istituzionali, coscienti di quanto sta accadendo e refrattari ai problemi di vita quotidiana della povera gente. Forse questi signori, seduti sulle poltrone del comando, pensano che tutto può attendere. Si è vero, loro possono attendere, perché non hanno mai provato a vivere e sfamare una famiglia senza un centesimo in tasca non percependo da mesi il misero stipendio di € 400,00. Adesso è chiaro chi veramente sta pagando e chi forse non pagherà mai”. E’ quanto scrive in una nota il segretario regionale Sulpi, Giuseppe Gentile.