Reggio Calabria: all’Ordine dei Medici un incontro formativo sulla medicina integrata in oncologia

Tavolo dei lavori ecm medicina integrata in oncologia“Medicina integrata in oncologia”: questo il titolo di una interessante giornata di studio promossa dall’Ordine dei Medici di Reggio Calabria. Come ha osservato in apertura il coordinatore della Commissione formazione e aggiornamento, Antonino Zema “si sta prendendo sempre più coscienza della presenza di medicine non convenzionali, prima sottovalutate”.  “Tuttavia – ha aggiunto Zema – non bisogna mai dimenticare che ognuno di noi si è formato attraverso lo studio della medicina convenzionale”. Per il presidente degli odontoiatri reggini, Filippo Frattima “si sta andando verso le medicine alternative dopo una fase in cui, a volte, si è anche ecceduto nell’uso dei farmaci”. “L’evento odierno – ha rimarcato Anna Maria Danaro, consigliere dell’ente ordinistico e moderatrice della prima sessione del convegno – è l’occasione per approfondire un tema di grande attualità in un momento in cui bisogna constatare una sempre più frequente tendenza, da parte della popolazione, all’automedicazione indiscriminata”.  “Sta prendendo sempre di più forma il concetto di medicine integrative e non alternative alla medicina tradizionale – ha rimarcato il vicepresidente dell’Ordine dei Medici, Giuseppe Zampogna – soffermandosi sull’importanza del sostegno psicologico nella fase preoperatoria e postoperatoria nonchè sull’importanza di alcune sostanze come la vitamina D, la melatonina, l’acido ascorbico ed il glutatione”. “Da sette anni all’interno dell’Ordine dei Medici – ha spiegato Vincenzo Falabella, deus ex machina dell’evento nonché segretario nazionale e direttore del dipartimento formazione ed insegnamento della Fiamo – è attiva una scuola di omeopatia ed è da qui che nasce l’iniziativa odierna. A breve, inoltre, partirà anche una scuola di fitoterapia”.  “Oggi – ha puntualizzato Falabella – è possibile affiancare ai tradizionali trattamenti radioterapici e chemioterapici anche terapie, fornite dalle cosiddette medicine non convenzionali, che possono ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia, sostenere il sistema immunitario, influire positivamente sui parametri ematici ed aiutare anche dal punto di vista psicologico”. Vincenzo Falabella ha, inoltre, descritto l’esperienza vissuta, sul finire degli anni novanta, all’ospedale di Bristol, in Inghilterra, dove i pazienti oncologici venivano trattati anche con terapie non convenzionali come alimentazione controllata, farmaci fitoterapici ed arteterapia.

Egidio Galli, specialista in medicina dello Sport, ha introdotto l’argomento fornendo un quadro generale sulle varie medicine non convenzionali e le rispettive origini.  Anna Rosaria Federico, Dirigente Medico presso l’unità operativa di Anatomia Patologica degli Ospedali Riuniti, ha illustrato l’importanza dell’agoaspirato e dell’immunocitochimica, che agisce sulla cellula, ai fini della diagnosi, della prognosi e della terapia da applicare alla patologia oncologica ancora prima che si passi all’intervento chirurgico. “L’agopuntura – ha osservato Gaetano Arcovito, dirigente medico presso l’Asp di Messina – viene impiegata in campo oncologico in quanto è in grado di ridurre, in maniera significativa, molti degli effetti collaterali ai trattamenti chemio e radioterapici come la nausea, il vomito l’insonnia e l’ansia. Inoltre, interviene migliorando una serie di parametri ematici contribuendo, quindi, ad un miglioramento del quadro clinico che, molto spesso, risulta compromesso”. Said Al Sayyad, Direttore del Dipartimento di Radioterapia ed ematoncologia del grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, ha annunciato che tra circa un mese, presso il nosocomio cittadino, sarà attivo il nuovo acceleratore lineare: uno strumento in grado di colpire il tumore con la massima precisione preservando i tessuti sani.  “E’ necessario riconquistare la fiducia dei pazienti reggini andando ad abbattere il fenomeno dell’emigrazione sanitaria – ha ribadito Sayd Al Sayyad, consigliere dell’Ordine dei Medici reggino – che, oggigiorno, per la gran parti dei casi, non ha motivo di esistere”.  Al Sayyad, poi, ha illustrato il ruolo della radioterapia, il meccanismo d’azione e le tecniche innovative rimarcando anche la necessità di un approccio multidisciplinare dinnanzi al paziente oncologico.  Carmelo Tuscano, dirigente medico del Dipartimento di Radioterapia del Grande ospedale metropolitano, si è soffermato sull’efficacia della moderna radiologia funzionale ai trattamenti radioterapici sottolineando l’importanza dell’integrazione dei saperi nell’efficienza della terapia oncologia ed, al contempo, la necessità di una comunicazione sia fra colleghi, sia fra medico e paziente per raggiungere il prezioso obiettivo dell’alleanza terapeutica nel segno, per l’appunto, dell’integrazione.  Il cardiologo reggino e consigliere dell’Ordine dei Medici, Vincenzo Amodeo, poi, ha relazionato sugli effetti cardiotossici delle terapie che vanno dalle aritmie sino allo scompenso cardiaco mentre di “integrazione clinica” si è occupato l’oncologo, Giovanni Condemi. Sebastiano Di Salvo, dirigente medico del reparto di epatologia del Mater Domini di Catanzaro ha relazionato sull’evidenza omeopatica integrata in oncologia” mentre Virgilio Filippo Pennisi, direttore facente funzioni del reparto di Cardiologia del Grande Ospedale Metropolitano, ha presentato “casi clinici oncologici a presentazione atipica”.  La sessione pomeridiana è stata moderata da Marco Tescione, dirigente medico dell’unità operativa di anestesia e rianimazione presso il Grande Ospedale Metropolitano e consigliere dell’Ordine.