Polistena, Tripodi: “se chiude chirurgia, chiude l’ospedale”

Il Sindaco di Polistena Michele Tripodi: “Se chiude chirurgia, chiude l’ospedale”

ospedale polistena“E’ una situazione estenuante, nella quale regna l’ignavia di chi dovrebbe o potrebbe ma non interviene. Il reparto di chirurgia generale dell’ospedale di Polistena rischia di chiudere se non arriva al più presto personale medico in grado di colmare i vuoti di organico. Già l’estate scorsa, avevamo lanciato l’allarme circa la carenza di medici-chirughi presso l’ospedale di Polistena, segnalando nel corso di una conferenza stampa organizzata con tutti i primari dell’ospedale, tutta una serie di necessità impellenti. Ma, carenza, necessità, vuoto, impellenza, sembrano vocaboli sconosciuti a chi governa la sanità in questo momento, che mai come oggi, appare fin troppo distante dai problemi quotidiani dei nostri ospedali. Quella carenza di personale, denunciata anzitempo, declamata disperatamente in tutte le forme e le salse, e non tempestivamente riparata, oggi rischia di determinare la chiusura di un reparto, quello di chirurgia, indispensabile per assicurare il funzionamento dell’ospedale spoke di Polistena. Un reparto che dovrebbe lavorare con 14 medici oggi si è ridotto a sole 4 unità. Incredibile ma vero. Si può tranquillamente affermare che se dovesse chiudere chirurgia, sarebbe come se si chiudesse l’intero ospedale. Pertanto coloro che ostentano menefreghismo dinanzi alla situazione di emergenza ormai conclamata, debbono intervenire al più presto assumendo provvedimenti efficaci e concreti tali da scongiurare la sospensione dei ricoveri e la chiusura del reparto”. Lo scrive in una nota il sindaco di Polistena Michele Tripodi.

“L’Amministrazione Comunale, che già aveva lanciato la mobilitazione generale per la difesa del diritto alla salute, ribadisce anche alla luce del peggioramento della situazione, la necessità di promuovere una grande manifestazione popolare che si terrà il 27 ottobre a Polistena, per il potenziamento dei reparti dell’ospedale ed il rilancio della sanità pubblica nella Piana. Auspichiamo che la manifestazione del 27 ottobre possa essere un importante luogo di partecipazione civile e di lotta sui problemi reali, capace di unire le forze, chiamare a raccolta cittadini, associazioni, istituzioni,  per fare fronte comune sul diritto alla salute,  ma soprattutto possa rappresentare un momento in grado di abbattere la persistente indifferenza di chi forse è molto più preoccupato a far quadrare tagli, conti e bilanci, piuttosto che salvare la vita delle persone” conclude.