Nuove scoperte scientifiche per il Goji Italiano: ecco di cosa si tratta

Nuove scoperte scientifiche per il goji italiano

Copyright 2012

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La Rete “LYKION” per la filiera multiregionale del GOJI ITALIANO che produce e distribuisce le preziose bacche rosse fresche e bio, prosegue nelle azioni di ricerca e sperimentazione con le università italiane ed europee. Già da tempo, grazie al Dipartimento di Scienze Biomolecolari diretto dal Prof. Paolino Ninfali dell’Università di Urbino, è stato attestato ed accertato il grande potere nutraceutico delle bacche e dei derivati e trasformati, in termini di polifenoli, licopene e soprattutto in termini di unità ORAC (la capacità antiossidante di un alimento contro i radicali liberi), confermando così la grande valenza antiossidante di un prodotto innovativo come la bacca di Goji “Made in Italy” derivante dalla filiera bio delle regioni del Sud Italia e dei prodotti agroalimentari facenti parte del Paniere dei prodotti al GOJI ITALIANO. Adesso è la volta di una nuova ricerca svolta dalle Università di Napoli “Federico II” – Facoltà di Farmacia e dall’Università tedesca “Friedrich Schiller” di Jena – Istituto di Farmacia. Si scopre così che il GOJI ITALIANO bio possiede non solo grandi capacità nutraceutiche e salutistiche dal punto di vista dell’alimentazione ma anche caratteristiche e principi bioattivi funzionali per la cosmetica  e la farmacologia derivanti oltre che dai suoi frutti anche dalle foglie e dai fiori. La ricerca coordinata dal Prof. Martino Forino, ha previsto un pattern di analisi ed osservazioni di vario tipo, tra cui quelle basate sulla “Spettroscopia di risonanza magnetica nucleare” (NMR) un sistema che ha consentito di fugare dubbi e contraddizioni presenti nella consolidata e a volte datata bibliografia del settore specifico. Gli eccezionali risultati sono stati da poco pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica PHYTOCHEMISTRY (“NMR-based identification of the major bioactive molecules from an Italian cultivar of Lycium barbarum) e dimostrano come il Lycium barbarum coltivato in Italia possieda importanti molecole in quantità utili alla salute umana, quando opportunamente rese biodisponibili. In particolare nelle bacche fresche sono stati ritrovati ferulotiramine, l’acido caffeico, l’acido idrocinnamico e l’acido idrossiferulico, la quercitina, la miricetina e l’acido clorogenico; nei fiori e nelle foglie sono stati ritrovati l’acido clorogenico e la rutina, nei fiori la dicaffeoilspermidina, mentre nelle foglie e negli steli anche ferulotiramine. Tutte molecole con potere antiossidante ed antinfiammatorio, antibiotico, antiaging e preziose contro la sindrome metabolica.

“Collaboriamo con vari enti di ricerca” – sostiene l’agronomo Rosario Previtera, presidente della Rete di imprese “LYKION” – “per fornire ulteriore garanzia di qualità  ai consumatori e soprattutto per avvalorare le proprietà del GOJI ITALIANO fresco e bio, per dimostrare che esso non ha niente a che  vedere con quello cinese che arriva essiccato in Europa da un decennio e che  è stato dimostrato essere pieno di conservanti e solfiti. Non ci limitiamo a ricerche standard inerenti le componenti già conosciute del Goji ma cerchiamo di essere pionieri anche in questo cercando di andare oltre, per rafforzare il comparto della nutraceutica nel settore agricolo ed agroalimentare. Tra i prossimi filoni di ricerca già in essere, vorremmo intraprendere quello che ci potrà consentire di ottenere la cosiddetta “firma spettrale” del GOJI ITALIANO”. I risultati della ricerca pubblicata sulla rivista scientifica PYTOCHEMISTRY (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0031942217302911) verranno comunicati in occasione del SANA di Bologna 2017 (29° salone internazionale del biologico e del naturale) e saranno inseriti nel prossimo MAGAZINE DEL GOJI ITALIANO.