‘Ndrangheta, tutti i dettagli sullo storico arresto del boss Rocco Morabito: era latitante dal 1994, viveva da pascià in Uruguay [FOTO e VIDEO]

Arrestato il boss Rocco Morabito ritenuto elemento di vertice della omonima articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante prevalentemente nell’area jonica reggina e con ramificazioni in ambito nazionale ed internazionale, latitante di massima pericolosità inserito nel programma speciale di iicerca, irreperibile dall’ottobre 1994

Irocco morabito (3)l 3 settembre 2017, nelle prime ore della mattinata in Punta del Este (Uruguay), personale della locale polizia individuava e traeva in arresto Morabito Rocco, di 51 anni da Africo (RC), pluripregiudicato, ritenuto elemento di vertice della omonima articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante prevalentemente nell’area jonica reggina e con ramificazioni in ambito nazionale ed internazionale, latitante di massima pericolosità inserito nel programma speciale di ricerca, irreperibile dall’ottobre 1994 allorquando si sottraeva ad un ordinanza di custodia cautelare in carcere e destinatario di un ordine di carerazione di unificazione di pene concorrenti emesso il 13.08.2008 dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria – Ufficio Esecuzioni Penali poichè condannato alla pena della reclusione di anni 30 per i reati di associazione a delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Nell’immediatezza il Morabito, nel tentativo di sfuggire all’arresto, dichiarava di essere cittadino brasiliano ed esibiva un documento d’identità con falsa identità di Francisco Antonino Capeletto Souza. Le immediate verifiche, esperite nell’ambito di collaborazione internazionale tra quella polizia ed il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria attraverso il contributo del III Servizio della DCSA e l’Interpol, hanno permesso di identificare con certezza il fermato nel Morabito. L’individuazione si è resa possibile a seguito dell’attività di ricerca che la locale polizia aveva avviato su indicazione dell’esperto per la sicurezza della DCSA in Argentina, e per la stretta collaborazione info-investigativa intrapresa da Carabinieri reggini con il III Servizio della DCSA.

Le ricerche, svolte in Italia, sotto la costante direzione della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, estese in campo internazionale, sono state progressivamente ristrette al sud America ed in particolare all’Uruguay, alla cui polizia sono state fornite dai Carabinieri, attraverso il III Servizio della DCSA, gli elementi into-investigativi utili all’identificazione. Nella notte si arrivava all’individuazione del Morabinito in un noto albergo della zona, pertanto, alle prime luci dell’alba, si faceva irruzione nella camera ove veniva trovato il prevenuto, con falsi documenti, numerosi telefoni cellulari ed una pistola, insieme alla compagna, una donna angolana con passaporto portoghese. Nella circostanza il prevenuto, che non accennava alcuna reazione nè opponeva alcuna resistenza, ha continuato a professarsi quale la persona di cui ai documenti in possesso, ma le approfondite verifiche effettuate anche attraverso la comparazione dei rilievi dattiloscopici, hanno consentito la sua definitva identificazione, ponendo così fine a ventitrè anni di latitanza, grand parte dei quali trascorsi, è stato già accertato, in sud America. Sono state avviate dalla locale Procura le procedure per la successiva estradizione dell’arrestato in Italia.