Monfortesi nel mondo: “Solo un santo può salvare la Sicilia e noi abbiamo quello giusto”

monforte san giorgioCi sono fondate speranze che la prossima Assemblea siciliana possa iniziare a risolvere i gravi problemi della Sicilia e far sì che i suoi abitanti non siano costretti ad emigrare? Dopo le delusioni di precedenti governi ben pochi ci credono, anche perché in giro si vede poco entusiasmo, poche realistiche idee ma solo una grande confusione, un gran movimento che denota solamente un desiderio di occupare poltrone. Non ci rimane che cercare un santo in cui riporre la fiducia di vero rinnovamento e noi a Monforte San Giorgio lo abbiamo. Si tratta del gesuita del XVI secolo, Stefano Tuccio: un siciliano straordinario, anche se ancora poco conosciuto, che dovrebbe essere preso a modello di vita e a intercessore. Contrariamente ad una mentalità radicata in Sicilia che vuole che figli e nipoti crescano “scattri e beddi” (scaltri e belli) e che ha condotto la Sicilia al degrado attuale, Tuccio era brutto e tutt’altro che “scattru”. Era moralmente inflessibile tanto da scrivere un trattato sull’evangelica perfezione e da rimproverare aspramente papa Clemente VIII, che era andato a trovarlo, accusandolo di comportamento nepotistico. Caratteristiche fondamentali di Tuccio erano l’impegno totale nei suoi compiti e una visione educativo-morale di alto livello. Il suo teatro influenzò Caravaggio e Shakespeare e il suo impegno nel campo dell’educazione ne fa uno degli artefici dei moderni sistemi educativi. La sua santità di vita fu attestata all’atto della morte dal popolo romano che cercò in tutti i modi di portarsi via della reliquie, dal pontefice del tempo e dai gesuiti che ogni anno nel giorno della sua morte lo celebravano come un santo. Ma il cammino per la sua beatificazione non fu intrapreso: la Compagnia privilegiò altre figura provenienti da casate o città più prestigiose. Adesso che gli studi hanno accertato le sue eccelse qualità cristiane, la santità della sua vita e le miracolose conversioni provocate dal suo teatro è dovere far riprendere il cammino verso la beatificazione. Uno dei miracoli da chiedergli è che interceda perché la sua terra, la Sicilia, inizi un cammino di rinascita culturale, spirituale, economica grazie a persone che lo prendano a modello per impegno, rigore morale, ampiezza di vedute. Ci auguriamo quindi che tutti i Siciliani e soprattutto i candidati prendano Tuccio come simbolo e intercessore”, scrive in una nota Guglielmo Scoglio a nome della Cyber Community dei Monfortesi nel mondo (www.monfortesi.it).

Su Stefano Tuccio: G. Scoglio, StefanoTuccio(S. J.) Ispirò Caravaggio e Tuccio, Phasar Libri, 2017