Le elezioni siciliane possono aprire futuri inediti

ElezioniRaggiungere l’accordo tra forze che, storicamente, stanno dalla stessa parte (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) e addirittura allargare lo stesso a forze che, naturalmente, si collocano nello stesso ambito, come Energie per l’Italia e Idea Sicilia, fa esultare perché fa aprire uno scenario inedito per la possibile vittoria nella regione interessata. In Sicilia con il ticket Musumeci-Armao e con un vero programma di governo possono essere risvegliati quanti finora hanno scelto il rifugio nell’astensione.

La dichiarazione dell’avvocato Armao, alla testa dei “Siciliani Indignati”, ne è la conferma. Dichiara, infatti, che non c’è stata alcuna guerra per la leadership perché “…ai siciliani non interessa se sono candidato io o Musumeci, ma (interessa) come farli uscire dalla crisi. I ticket si fanno per raggiungere obiettivi condivisi”. Un sospiro di sollievo ha pervaso i siciliani (e non solo) che amano la propria isola e non gradiscono né ripetizioni già negativamente sperimentate, né aggregazioni ricattatorie, ma neanche la protesta fine a se stessa anch’essa, purtroppo, assaporata dai ragusani. L’accordo evita che qualcuno di detti scenari possa verificarsi anche se la parola definitiva spetterà al programma, già concordato in linea di massima, ma da rendere, però, facilmente leggibile e assimilabile.

I siciliani, ma anche i calabresi, non ne possono più d’essere considerati figli di un Dio minore, di aver avuto classi dirigenti di pessimo livello, incapaci di confrontarsi col potere centrale e pronte ad accettare come buone anche le promesse più roboanti che, in verità, sono totalmente vuote. Che significa, infatti, faremo in Sicilia l’Alta Velocità, se poi non c’è la continuità territoriale col resto del Paese? A che servirebbe che i siciliani possano spostarsi velocemente, nell’isola, se poi i tempi per raggiungere i centri nevralgici del Paese e dell’Europa sono quelli del secolo scorso? Chi investirebbe nell’estremo Sud se per utilizzare l’Alta Velocità verso il Nord deve raggiungere prima Salerno?

E si ha anche il coraggio di consigliare di puntare sul turismo senza dotare il Sud delle infrastrutture che possano realmente essere determinanti, ma ci si esalta per qualche zero virgola segnato dall’Istat, e ci si impegna, però, su argomenti che possono avere ricadute elettorali, prima con i matrimoni gay, e oggi con lo ‘ius soli’ fidando sugli 800 mila possibili beneficiari della legge per ottenere un recupero di consensi in estremis, ma sottoponendo il Paese ad una vera e propria invasione.

Si ignorano invece le opportunità che il traffico container offre. E si usa l’occasione dell’inaugurazione del nuovo traforo del Gottardo, per qualche dichiarazione di circostanza lodando la possibilità che le merci arrivino presto a Genova da Rotterdam e non viceversa dando l’immagine di un’Italia che si accontenta di alcune briciole dei 60 milioni di container che transitano nel Mediterraneo in un solo anno. Intanto, con l’Italia totalmente assente, la ‘guerra’ esplosa, tra spagnoli, francesi, cinesi (con base in Grecia), per accaparrarsi il grosso del traffico, è ormai in pieno svolgimento senza alcun riguardo per le pretese teutoniche nella difesa del Northern Range (ecco il link: goo.gl/BX86vn) (ne piglino atto i renzucci italioti).

Per far svegliare l’Italia deve svegliarsi la Sicilia e perché essa si svegli deve saper contrastare le forze contrarie allo sviluppo dei porti del Mediterraneo che finora hanno permesso che il Sud e l’intero Paese restassero legati al palo. E non parliamo solo dei porti meridionali (Augusta, Gioia Tauro, Palermo, Napoli) ma dell’intero sistema portuale italiano che va tutto coinvolto, con la logistica, nel grande business dei container destinato ad incrementarsi negli anni a venire. Le elezioni regionali della Sicilia potranno diventare, quindi, il grimaldello per aprire le porte di un futuro diverso.

Le sciocchezze benaltriste del ragazzotto di Rignano sull’Arno e le decrescite felici dei grillini sono ricette imbevibili in Italia e soprattutto nelle regioni meridionali. I bluff della sinistra e i ‘vaffan…’ dei populisti vanno rispediti entrambi ai mittenti. La Sicilia ha tra i suoi figli chi può determinare una vera e propria correzione di rotta. Avanti tutta, quindi, Musumeci, Armao e Lagalla.

Giovanni ALVARO