La storia della copia cinese della Lettera della Madonna: l’INTERVISTA al catalogatore del Museo di Messina

Nei depositi del Museo di Messina una preziosa copia in cinese della Lettera della Madonna, il catalogatore Agostino Giuliano racconta ai nostri microfoni una pagina di storia della città

agostino giuliano intervista strettowebUn pezzo di storia della città di Messina, una preziosa testimonianza di fede e tradizione rappresentata da un piccolo manoscritto risalente al XVII secolo. La scoperta dell’esistenza di una versione cinese della Lettera della Madonna ha incuriosito e affascinato la città, da secoli devota alla sua patrona  e che, si narra, volle omaggiare Messina con una lettera avvolta da una ciocca dei suoi capelli. Il rinvenimento del prezioso reperto in copia cinese ha riportato alla luce una pagina della storia della città, facendoci compiere un viaggio a ritroso nel tempo nella Messina del 1600. A raccontarci di questa straordinaria scoperta è il dott. Agostino Giuliano, catalogatore del Museo della città, che dal 2003 si occupa dei reperti contenuti nei depositi: “Anni fa tra i depositi del Museo mi ero accorto di questa piccola tela della dimensione di 26 cm *22 che riportava dei caratteri cinesi-racconta l’esperto catalogatore ai microfoni di StrettoWeb- e così ho deciso di approfondire l’argomento. Purtroppo- spiega Giuliano- i registri di inventario in nostro possesso non  citano nulla in merito alla provenienza del manoscritto, se non la catalogatura, risalente al 1850, di un “papiro con caratteri cinesi“.  Malgrado la tela fosse in cattivo stato di conservazione, il dott. Giuliano è riuscito a leggere qualche parte del suo contenuto: una delle poche parti leggibili del manoscritto è infatti la titolatura, riprodotta con caratteri  in lingua italiana simili alla stampa e risalenti all’epoca del XVII secolo.

MADONNA DELLA LETTERATra i nomi leggibili il catalogatore del Museo individua il nome del Noviziato di Messina e quello di Placido Giunta, eminente personaggio della Compagnia di Gesù. Il dott. Giuliano comincia dunque le ricerche sul padre spirituale fondatore della cosiddetta Congregazione della Penitenza (1627), detta anche della “Sciabica”: “È noto che  la Congregazione durante il XVII secolo  ebbe un grandissimo successo tra la popolazione messinese. Organizzava  incontri in forma di dialogo, inframezzati fra musica, in cui la discussione era aperta a chiunque. L’obiettivo principale era quello di portare la parola del Vangelo in maniera semplice e comprensibile a tutti,  utilizzando  talvolta  anche il dialetto siciliano”. Catturato da questa Sciabica fu anche un giovane messinese, appartenente a due delle famiglie più nobili della città, ovvero i Saccano e i Moleti: si trattava del giovane Metello. Dopo una gioventù burrascosa, priva di educazione religiosa, Metello Saccano incontra Placido Giunta e si converte totalmente alla causa della Compagnia. Nel 1631 il giovane entra nella Compagnia di Gesù   e chiede quasi subito di essere mandato nelle Indie Orientali,  in Giappone, che, a causa delle persecuzioni delle autorità locali, in quel periodo era particolarmente precluso sia ai gesuiti che ai cristiani.

AGOSTINO GIULIANO MESSINADopo una serie infinita di lettere che Saccano scrive al Padre Generale di Roma- ci spiega il dott. Giuliano- finalmente il giovane ottiene il via libera e nel 1643 parte alla volta delle Indie Orientali. Si ferma prima a Macao, nella Cina meridionale, impara il cinese e il vietnamita per essere poi inviato in Cocincina, cioè l’attuale Vietnam. Dalle Indie Orientali Saccano mantiene un rapporto privilegiato con Giunta, suo padre spirituale. Èd è sicuramente all’interno di questi rapporti epistolari con il padre spirituale che Saccano invia come omaggio nei suoi confronti, ma anche per una fortissima devozione, una copia in cinese della Lettera delle Madonna, culto che  aveva divulgato a lungo tra le popolazioni del luogo“. Dunque ecco spiegato il motivo dell’esistenza di una versione cinese della Lettera della Madonna:  Saccano divulgava nella comunità  il culto della Madonna della Lettera e come omaggio al padre Giunta spedì al Noviziato di Messina una copia in cinese della celebre epistola. Questa tesi è avvalorata dalle testimonianze risalenti al XVIII secolo:”Nel 1705 il gesuita Benedetto Chiarello, ci dice  espressamente che il Saccano inviò al Noviziato di Messina una copia della lettera in cinese- afferma Giuliano- La notizia viene poi confermata da una versione postillata dell’Iconologia di Samperi, altro gesuita”. Un passaggio fondamentale per l’arrivo al Museo Civico Peloritano sono poi gli Annali della Città di Messina del Gallo, nell’edizione del 1804, dove si dice che Saccano inviò la lettera e che nel 1798 tale manoscritto fu regalato dagli eredi di Luciano Foti, antiquario culture erudito dell’epoca, al Senato di Messina.

LETTERA CINESE MADONNA MESSINAL’ipotesi avanzata dal dott. Giuliano trova presto conferma anche negli studi condotti dal Prof. Maurizio Scarpari, docente di cinese antico alla Ca’ Foscari di Venezia. Il professore,  visionando  i caratteri cinesi leggibili contenuti nel manoscritto, conferma la presenza di elementi che inchiodano il contenuto alla lettera della Madonna, fra tutti: la data del 42 D.C., che è l’anno in cui Maria avrebbe inviato la lettera ai messinesi, il nome di S.Paolo e la frase della benedizione della Madonna nei confronti della città. “Non ci sono dubbi che si tratti di una copia della lettera della Madonna- conclude Giuliano ai microfoni di StrettoWeb- quello che abbiamo davanti è  un pezzo di storia della città, che ne racconta l’identità culturale perduta e che ritorna dai depositi del Museo di Messina”. Adesso la tela è già in fase di restauro e, vista l’importanza storica del reperto per la città di Messina,  si spera che al più presto possa essere esposta nel nostro Museo. Di seguito l’intervista integrale rilasciata dal Dott. Giuliano ai  microfoni di StrettoWeb:

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato