Il sogno di Aurelio De Laurentiis: “per rilanciare il Sud bisognerebbe fare subito il Ponte sullo Stretto, questo sottosviluppo è una vergogna”

Foto LaPresse - Ciro Sarpa

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No, non farò mai politica. Tengo troppo alla mia autonomia. Anche se il sottosviluppo del Sud è una vergogna per il Nord. Bisognerebbe fare subito il Ponte sullo Stretto, per andare da Roma a Palermo in poche ore“. L’ha dichiarato il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, in un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato dei politici e dell’Italia più in generale.

Su Berlusconi, De Laurentiis ha raccontato alcuni retroscena storici: “Lo conobbi a Venezia, era il 1978. Portava i capelli lunghi e gli stivaletti coi tacchi, in mezzo a intellettuali che avevano mangiato un manico di scopa. Mi fu subito simpatico. Una sera, andando a Parigi, passai da casa sua ad Arcore. Disse: “Mi vogliono levare tutto; scendo in politica”. Risposi che era matto, che avrebbe fatto meglio a vendere e trasferirsi in America, comprare magari la Mgm. Qualche mese dopo andai con Enrico Vanzina a vedere la presentazione di Forza Italia alla Fiera di Roma: un genio. Ma neppure lui è riuscito a cambiare l’Italia”.

E su Renzi un laconico: “Ha suscitato speranze”.

Fulminante anche la risposta su Grillo: “Girare un film con lui è il mio sogno”.

E infine su Salvini: “Gran paraculo: sta cercando di far saltare lo schema Nord-Sud, destra-sinistra. Ma per salvare il Paese ci vorrebbe un triumvirato: Draghi-Tajani-Enrico Letta“.

Emerge, insomma, lo spirito meridionalista di De Laurentiis che con competenza e managerialità ha fatto grande il Napoli del calcio in modo oculato, sano e pulito. Il suo sogno? Il Ponte sullo Stretto. Parole importanti su cui tutti i meridionali (soprattutto quelli che ancora oggi si dicono contrari alla grande opera dello Stretto) dovrebbero riflettere.