Il Dalai Lama a Palermo: “Ringrazio Accorinti per le magliette Free Tibet”

Terrorismo, immigrazione e accoglienza al centro dell’incontro di oggi a Palermo con il Dalai Lama. Tenzin Gyasto ha poi riservato un ringraziamento speciale per il sindaco di Messina: “Tibet patrimonio di tutti”

LaPresse/Carmelo Imbesi

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Si è concluso l’incontro con il Dalai Lama al Teatro Massimo di Palermo. Sua Santità anche oggi ha risposto alle domande spettatori presenti in sala. “Ci sono diversi tipi di paura contro il terrorismo, una è certamente realistica e per questo vanno prese delle precauzioni, ma quello che ci dobbiamo chiedere è per quale ragione la comunità musulmana ha cosi tanta rabbia che fa emergere tutti questi casi. Per noi è una domanda cruciale, ce lo dobbiamo chiedere non è così scontato“. Lo ha detto  rispondendo alla domanda su come si possa convivere con la paura di eventuali attacchi terroristici in Europa, dopo gli ultimi eventi. “Io una risposta ce l’ho. Conosco benissimo il presidente Bush, per lui provo molto affetto. Dopo l’11 settembre del 2001. Io gli scrissi e gli dissi: stai attento al modo in cui gestisci questa situazione, perché è cruciale il modo in cui viene gestita“, ha aggiunto il leader spirituale. “La politica compassionevole è politica genuina, quella portata avanti con la rabbia e l’inganno è politica sporca“, ha aggiunto “Lo stesso vale per le religioni quella che viene portata avanti con rispetto, genuina è vera, quella portata avanti con rabbia è sporca“.“Un vero musulmano non uccide. Così come un vero buddista o un ebreo. E’ sbagliato scrivere sui giornali ‘terrorismo islamico,‘ perché la gente comune si fa delle idee sbagliate ed è fuorviante nominare un certo tipo di religione”.  ”E’ sbagliato – ha continutato il leader spirituale - perché terrorista è chi fa del male agli altri, nel momento in cui fai del male non sei più buddista, musulmano o ebreo. Non sei niente, sei solo un terrorista”. Prima di lasciare il Teatro Massimo Sua Santità ha ringraziato il sindaco di Messina Renato Accorinti, presente in platea, per le sue magliette riportanti la scritta Free Tibet: “Lo ringrazio per questo gesto che non e’ importante solo per il Tibet e sei milioni di persone: queste persone, infatti, hanno preservato una conoscenza e una saggezza che sono un patrimonio di tutti, che mi consentono di comunicare anche a voi concetti non solo religiosi, che possono essere d’aiuto ai cinesi, a tutta l’umanita‘”. Ha poi respinto l’accusa rivoltagli dalla Cina: “Dicono che sono un separatista: non e’ vero. Io credo nel dialogo con tutti, in una umanita’ unita”.