Gentiloni: “serve uno scatto su migranti e crescita”

LaPresse / Roberto Monaldo

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Si è tenuto ieri a Tallinn il bilaterale tra il premier Paolo Gentiloni e la cancelliera Angela Merkel, poco prima dell’avvio dei lavori del vertice sul digitale. ”La risposta dell’Ue – ha detto il premier Paolo Gentiloni a Tallinn – deve essere ambiziosa. Oggi è il momento che le diverse politiche europee si diano uno scatto di ambizione. Ieri è stato dato incarico a Tusk di riassumere, se si vuole, le diverse proposte emerse, quelle francesi, di altri paesi e del presidente Juncker: sono convinto che si possa arrivare a passi avanti. Mi auguro – ha aggiunto – che il governo che verrà costituito in Germania contribuisca alla spinta necessaria alle politiche di crescita e lavoro, con la cancelliera il livello di collaborazione è sempre positivo. In Europa servono politiche ambiziose e a noi interessa che l’ambizione Ue sia soprattutto nella gestione della sicurezza, nelle questioni migratorie e negli investimenti in Africa, ma anche – ha detto Gentiloni – in una maggiore integrazione sul piano economico con il rilancio di politiche espansive e di crescita. Ci sarà su questo – ha ricordato il premier italiano – una discussione nei prossimi mesi, forse non facile. Non ci interessano tanto i modelli ma rilanciare politiche espansive. Quello che interessa a noi è che le proposte ambiziose dell’Unione siano sulla sicurezza e sulla gestione dei flussi migratori, sui rapporti con l’Africa, gli investimenti in Africa. Sarà uno dei punti all’ordine del giorno del Consiglio europeo ma qui è uno dei punti su cui si misura lo scatto di ambizione dell’unione”, ha spiegato Gentiloni arrivando al Digital Summit di Tallinn. Quello che ci interessa” sul piano economico – ha poi aggiunto – è che “tutte le proposte di architettura economica europea abbiano come ispirazione di fondo il rilancio di politiche di espansione della crescita. L’Unione prenda atto che siamo in un diverso contesto che vede migliori numeri di crescita e quindi deve incoraggiare politiche espansive”.