Calabria, vertenza Call&Call: “mancano 11 giorni alla chiusura delle procedure di licenziamento e ancora nessuna soluzione”

Vertenza Call&Call. 11 giorni alla chiusura delle procedure di licenziamento, ad oggi nessuna soluzione

lavoro«Oggi, a Catanzaro, nel palazzo della Regione Calabria, si è svolto l’incontro in sede di commissione regionale tripartita tra le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, le rsu e l’azienda Call&Call». Lo rende noto la segreteria regionale Slc Cgil Calabria. «L’incontro – afferma la segreteria – non ha sortito alcun effetto. Il sindacato continua a chiedere il ritiro delle procedure e non si rende disponibile a un accordo che preveda licenziamenti. L’azienda, al contrario, continua a sostenere che non ha altre soluzioni che procedere con la messa in mobilità di 129 addetti». «Nel frattempo – dice ancora – nell’incontro di 2 giorni fa con “Engie” a Roma, la multinazionale francese ha confermato la propria indisponibilità a mantenere le attività sulla sede di Locri, dichiarando irrevocabile la decisione di trasferimento del lavoro su Casarano (LE). Gli ennesimi colloqui, fiumi di parole, tanta vicinanza e solidarietà, ma nessun risultato concreto, questo è il vero bilancio di circa 80 giorni di paura, preoccupazione per le lavoratrici ed i lavoratori di Call&Call Lokroi. E il Ministero dello Sviluppo Economico? Nessuna traccia, nessuna notizia, nonostante le rassicurazioni, la vicinanza, la solidarietà di esponenti dello stesso Mise.Sia chiaro a tutti che non è più tempo di incontri, di parole e solidarietà, ora ci vogliono i fatti. È tempo che alle parole seguano i fatti».

«È tempo – continua ancora la segreteria Slc – che il governo italiano non permetta a una multinazionale francese di utilizzare da un lato fondi pubblici per la gestione dei migranti, dall’altro di lasciare per strada 129 persone nella Locride. È tempo che il governo non permetta che la complicità tra committente e outsoucer porti a eludere la clausola sociale. È tempo che la politica locale, a tutti i suoi livelli, invece di promuovere iniziative di parata, smuova i giusti canali nazionali affinché questa vertenza sia discussa nelle sedi ove è possibile intervenire concretamente. Dopodiché nonostante sia chiaro a tutti qual è il contesto in cui si opera (territoriale e settoriale), i licenziamenti un solo attore può sospenderli, ed è Call&Call, e se le sollecitazioni, i suggerimenti, le proposte finora messe in campo dal sindacato per scongiurare i licenziamenti non sono state accolte dall’azienda. Pertanto – conclude – a partire da subito metteremo in campo ogni azione di lotta al fine di convincere in primis Call&Call a ritirare i licenziamenti e poi le istituzioni varie a dare concretamente il loro contributo per la risoluzione della vertenza».