Calabria, Nicolò: “l’Italia cresce solo se la politica accende i riflettori sul Mezzogiorno”

Calabria, Nicolò: “l’Italia cresce solo se la politica accende i riflettori sul Mezzogiorno”

Alessandro-nicolò“L’Italia cresce solo se la politica accende i riflettori sul Mezzogiorno e sulla Calabria fin qui trascurati da una visione miope del Governo centrale che ha lesinato investimenti in infrastrutture, trasporti e servizi”. Così il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e responsabile nazionale Fi per le Città metropolitane, Alessandro Nicolò alla convention di Fiuggi “L’Italia e l’Europa che vogliamo”, organizzata dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. “Una sessione dedicata ad una rappresentanza di sindaci e consiglieri regionali - in un’ottica in cui Forza Italia dà voce al territorio – guidata brillantemente dal responsabile nazionale Enti Locali di Fi, Marcello Fiori che sta svolgendo un lavoro capillare, molto apprezzato dal presidente Berlusconi che punta all’ascolto e al dialogo”. L’esponente azzurro, “dopo aver richiamato le responsabilità dei Governi nazionale e regionale” ha rilanciato: “Serve un programma di sviluppo per la Calabria con investimenti mirati a garantire infrastrutture per trasporti e mobilitàpuntando sull’efficienza di porti, aeroporti, strade ed autostrade e della linea ferrata con collegamenti interni ed esterni – e dunque a valorizzare il territorio nelle sue molteplici punte d’eccellenza”. Sul tema della Città Metropolitana, il Capogruppo di Fi si è poi soffermato sia sulle questioni tecniche che politiche, rilevando che: “Le potenzialità di crescita legate all’istituzione ‘Città Metropolitana’ devono potersi dispiegare in pienezza per dare respiro a quel progetto d’integrazione sociale, economico, culturale e coordinamento delle infrastrutture, delle reti dei servizi e delle comunicazioni dentro una cornice unitaria di sviluppo strategico del territorio in cui il nuovo Ente dovrà svolgere un efficace ruolo di direzione ed orientamento”.

L’attenzione del Capogruppo di Fi alla Regione Calabria, è stata poi rivolta alla Città Metropolitana di Reggio Calabria “la cui piena operatività – ad oltre un anno dall’istituzione – segna ancora il passo, a detrimento di una realtà istituzionale cui è attribuita una funzione propulsiva dei processi di sviluppo secondo una visione coordinata delle infrastrutture e dei servizi che favorisca il coinvolgimento delle singole realtà territoriali e la convergenza verso obiettivi comuni ed integrati di crescita. Peraltro, non sono stati ancora consumati i passaggi per il trasferimento delle deleghe dalla Regione, rendendo di fatto ‘zoppa’ la nuova architettura istituzionale. Inadempienza, tra le tante, della Giunta Oliverio”. Richiamando il percorso fin qui compiuto, Alessandro Nicolò ha commentato: “E’ tutto racchiuso nell’etimologia della parola – che in greco antico significa ‘madre’ in combinazione con ‘città’, l’autentica missione di questo ente locale territoriale di secondo livello. Così, infatti, secondo la ricostruzione storica, ‘i coloni greci disseminati nel Mediterraneo e nell’Egeo chiamavano la Città d’origine anche quando le nuove città a loro volta iniziarono a diventare basi di partenza per altre imprese colonizzatrici’. In questa accezione, rispolverata in chiave moderna, la Città Metropolitana resta il fulcro, il nodo principale della rete, che fa da collante e da ‘aggregatore’. E lo fa non in modo estemporaneo e frammentario, ma in forma permanente e sistemica, ispirata ad una visione che punta ad unire le forze, per superare le singole debolezze e per accrescere le capacità espansive a livello produttivo, sociale e culturale. Mentre, tuttavia, città come Roma e Milano vivevano già, sia sul piano strutturale che funzionale, la grande dimensione metropolitana, Reggio Calabria dovrà ancora compiere alcuni passaggi per orientare il proprio sviluppo nell’ottica del policentrismo, dell’aggregazione tra frazioni e nell’unione dei comuni in una visione di smartcity.  Un disegno, dunque, rispondente ad una filosofia di rafforzamento e complementarietà in grado di sviluppare, come in un sistema di matrioske, i rapporti secondari tra le realtà urbane e produttive che vi gravitano”.

“Non si può continuare a ‘fare melina’ – ha stigmatizzato Alessandro Nicolò - rinviando sine die tutti gli adempimenti necessari per accrescere la competitività dei territori, e di riflesso, la loro economia rispetto a processi di coinvolgimento ed investimenti per i quali occorre valorizzare le aree vocate. Solo l’impiego razionale e coordinato delle risorse in un contesto economico di austerità e soprattutto investimenti finalizzati ad infrastrutture, trasporti, sistema della ricettività e dei servizi, agricoltura, turismo e formazione delle risorse umane, potranno inaugurare una stagione di vero progresso. In Calabria e più in generale nel Mezzogiorno occorrerà superare criticità e carenze che pesano enormemente su un tessuto economico che rivela grandi potenzialità inespresse. Per giungere a questo ambito esito, al di là degli adempimenti normativi, occorrerà senza dubbio un grande slancio creativo delle singole Città Metropolitane, chiamate a modellare la crescita dei territori ricadenti sotto la loro egida, sulla base della reale configurazione e caratterizzazione delle specifiche realtà di riferimento. In questa prospettiva, Forza Italia s’impegnerà per il Mezzogiorno e la Calabria a coltivare un’idea di sviluppo che assecondi le peculiarità delle singole realtà territoriali anche rispetto ai tratti identitari, alle produzioni di qualità e alle filiere per il rilancio economico”.

Step insuperabile sarà la promozione e valorizzazione di iniziative propedeutiche di studio e confronto. Solo una visione di futuro potrà indicare il percorso da seguire. La tensione progettuale che il momento richiede impone un nuovo ruolo nei processi di coinvolgimento degli interessi locali nelle politiche e nei progetti di sviluppo. Sarà altresì cogente individuare innovativi modelli di relazione e governance per dialogare su una dimensione territoriale più vasta, in grado di coordinare i diversi livelli attuando, in forma pluralistica, il protagonismo di tutti gli attori interessati”. “Nel segno della progettualità e del pragmatismo, l’intervento del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che ha rilanciato una visione europeista di unione effettiva e non solo monetaria dove l’Italia dovrà esserci non più da suddita dell’asse franco-tedesco ma da vera protagonista, con dignità e peso politico specifico. A svolgere le conclusioni dell’assise, che ha registrato larghissima partecipazione, il presidente Berlusconi, unico vero leader del centrodestra, che come sempre è riuscito ad entusiasmare l’uditorio con le sue intuizioni ed una visione lungimirante per il Paese e l’Europa nello scacchiere internazionale” – ha concluso il Capogruppo di Fi alla Regione Calabria Alessandro Nicolò.