Antidolorifici e Antinfiammatori: dalla terapia del dolore all’influenza

Molte culture antiche credevano che il dolore e la malattia fossero punizioni per la follia umana

raffreddoreLa terapia del dolore detta anche algologia ha le sue origini in tempi molto antichi, anche perché già nei primi secoli A.C. si documentavano le prime sensazioni dolorose. Molte culture antiche credevano che il dolore e la malattia fossero punizioni per la follia umana. Gli antichi hanno cercato di appagare gli dei irati con rituali come offerte votive e animali sacrificali che rappresentavano l’espiazione dei peccati. Ippocrate ha parlato dei benefici della corteccia e delle foglie di salice, e ha consigliato foglie di salice da masticare alle donne in parto.

Il dolore , può essere classificato in due categorie :

• dolore acuto reversibile : solitamente a seguito di un trauma fisico, con diversi gradi di sensazione dolorosa;
• quello cronico e solitamente non curabile : solitamente causato da malanni difficili da eradicare definitivamente.

Il dolore si allevia oggigiorno preferibilmente con i farmaci. Tra questi i più utilizzati sono analgesici non oppiacei; oppiacei; antidepressivi triciclici; anticonvulsivanti; antinfiammatori (utilizzati anche contro febbre e infiammazione come tachipirina, Zerinol ed altri) . Vi sono anche terapie non convenzionali o altre pratiche come: esercizio fisico; applicazione di freddo o calore, agopuntura. La figura di riferimento nel trattamento del dolore è l’anestesista, nonostante anche i medici generici, i chirurghi ed altri specialisti trattino anch’essi il dolore. Il ruolo dell’anestesista è quello di alleviare i segnali che trasmettono l’informazione del dolore nel sistema nervoso nelle vie ascendenti attraverso la somministrazione di anestetici (che bloccano le terminazioni nervose) o altri strumenti come elettrostimolatori.

La terapia del dolore si rivolge a tutti coloro che soffrono a tal punto da non riuscire più a vivere serenamente .

Con la stagione dell’influenza in arrivo, milioni di persone invece cercheranno rimedi per l’influenza, che comunemente includono antidolorifici e antinfiammatori. Il consiglio medico generale è quello di prendere antidolorifici come paracetamolo o aspirina. Ma anche se da un lato tali farmaci possono farci sentire meglio, soprattutto abbassando la febbre, possono aggravare dall’altro lato l’infezione virale. La febbre è considerata un’arma antivirale, perché molti virus hanno difficoltà a replicarsi a temperature superiori a 36 gradi. Alcuni studi hanno dimostrato che la diminuzione della febbre può prolungare l’infezione virale e aumentare la possibilità di contagio. La tendenza degli studiosi quindi è di non cercare di abbassare troppo la febbre, non assumere antinfiammatori regolarmente e di utilizzarli nei bambini solo nel caso di dolore acuto.