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Reggio Calabria, salvato fenicottero a Punta Pellaro: “ulteriore conferma della valenza naturalistica dell’area”

Per il Cabs il salvataggio di un fenicottero a Punta Pellaro è un’ulteriore conferma della valenza naturalistica dell’area

Il Fenicottero sulla spiaggiaUn giovane esemplare di Fenicottero è stato salvato nella zona costiera di Pellaro. Individuato sulla spiaggia di Bocale da alcuni bagnanti, i quali hanno chiesto l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri Forestali del Comando di Reggio Calabria, l’esemplare è stato successivamente recuperato (non senza difficoltà) dai volontari del CABS sulla spiaggia di Punta Pellaro, dove si era spostato in volo. Apparentemente il Fenicottero presentava solo un evidente stato di denutrizione. Ricoverato immediatamente presso il CRAS di Messina ed affidato alle cure del Responsabile Veterinario, Dr. Fabio Grosso, è stata individuata una vecchia ferita ad una zampa che evidentemente gli impediva di deambulare e di nutrirsi regolarmente. E’ stato necessario asportare il tessuto in necrosi ed applicare alcuni punti di sutura. Si spera che l’animale possa essere restituito in breve tempo al suo ambiente naturale. Il CABS ringrazia le decine di cittadini che hanno contattato l’associazione, preoccupati per le condizioni di salute dello splendido animale. E ringrazia il CRAS di Messina, struttura di eccellenza nella cura e nel recupero di tutti gli animali selvatici, da quelli più comuni a quelli più rari. Va sottolineato, infatti, come non solo il Centro si avvalga esclusivamente del lavoro dei volontari, ma sia interamente autofinanziato, in quanto da molti anni non riceve – incredibilmente – alcun sostegno finanziario da parte delle istituzioni.

La presenza del Fenicottero conferma l’attrattiva che la spiaggia di Punta Pellaro presenta per gli uccelli selvatici. Nei giorni scorsi l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, su sollecitazione del CABS, di altre associazioni ambientaliste e di numerosi cittadini, ha disposto la collocazione di dissuasori in cemento per impedire il transito sull’arenile dei veicoli a motore che finora avevano scorazzato indisturbati, provocando gravissimo danno ambientale e minacciando l’incolumità dei bagnanti. “Il provvedimento adottato dal Comune” sottolinea il CABS “va nella direzione giusta: quella della tutela dell’arenile, individuato nel Piano Spiagge come “Area protetta” per la presenza di specie animali e vegetali sempre più rare. La collocazione dei dissuasori è un primo passo: ci auguriamo che altri ne seguano nella stessa direzione, salvaguardando la più importante spiaggia naturale reggina”.