Reggio Calabria, MNS: “nessun futuro per l’aeroporto senza strategia di sviluppo turistico della città”

alitalia aeroporto dello stretto reggio calabria panorama etna isole eolie milazzo sicilia (24)“Il Sindaco Falcomatà e il Capogruppo PD alla Regione Seby Romeo annunciano in pompa magna il ripristino dei due voli giornalieri su Roma a partire non da subito, ma dal 18 settembre cioè a stagione turistica finita. A questo punto la città intera si chiede quanto potrà durare questa messa in scena del fantomatico rilancio dello scalo. Ma l’Aeroporto dello Stretto non avrà futuro se Falcomatà e soci non entrano nell’ordine di idee che senza strategia di sviluppo territoriale e turistico lo Scalo muore. Il buongiorno si è visto dal mattino, quando il governo amico PD nel 2015 varò il Piano Nazionale Aeroporti escludendo Reggio Calabria dai 12 Aeroporti Strategici del Paese. Un pugno allo stomaco per l’appena nata Città Metropolitana, che pretende e merita risposte adeguate e di livello. Il Tito Minniti deve rientrare fra gli Aeroporti strategici ed il trio magico Oliverio- Seby Romeo Falcomatà non sembra stia lavorando in questo senso. Per ottenere un simile risultato bisogna possedere abilità e capacità politiche che la terna non possiede per limiti politici personali ma soprattutto endemici alla sinistra che divisa in correnti, lobby e incrostazioni varie non ha storicamente mai fatto gli interessi di questa città. Il Movimento Nazionale sta invece dalla parte della città e non dei tornaconti personali e di partito e chiede a gran voce un cambio di rotta. L’Amministrazione Scopelliti non si era inventata nulla di speciale, aveva usato intelligenza e lungimiranza. Era un’ottica diversa di programmare il governo locale e le politiche del trasporto aereo che guardava strategicamente al traguardo (e punto di partenza) della Città metropolitana prossima ad arrivare. In quell’esperienza di governo il centrodestra aveva intuito che per valorizzare lo Scalo bisognava creare un circuito turistico ed un’organizzazione turistica, perchè non esiste un aeroporto che può vivere soltanto di pendolarismo. In quegli anni molteplici furono le azioni del governo di centrodestra: iniziative turistiche e progetti di interscambi culturali attivarono connessioni personali e professionali in tutt’Europa. Arrivarono Air Malta, Blue Panorama e altre compagnie che collegarono stabilmente la città a molte mete nazionali e internazionali. Ricordiamo ad es. Il progetto “Passaporto per l’Europa“, che portò Reggio Calabria alla ribalta ed essere costantemente collegata in modo diretto con le principali capitali europee e mediterranee. Nel 2006 il record di 608 mila passeggeri, di cui buona parte internazionali. Altro picco tra 2012 e 2013 quando le iniziative della Regione Calabria, guidata allora proprio guidata allora proprio da Scopelliti, portarono al Tito Minniti investimenti senza precedenti, altri voli turistici dalla Russia e una stretta partnership con Alitalia. Nel 2015 anno di ritorno al governo locale della sinistra si è scesi per la prima volta dopo un decennio sotto la soglia dei 500.000 passeggeri annui, e nel 2016 lo scalo ha chiuso con appena 485 mila passeggeri, il 2017 è drammatico, siamo ai dati peggiori dal lontanissimo 2003. Il resto è storia dei nostri giorni. È storia del PD (Partito dei Disastri). Le responsabilità di questo disastro politico hanno dunque nomi e cognomi precisi. Su tutti, il Sindaco Giuseppe Falcomatà e il Governatore Mario Oliverio, da quando entrambi gli esponenti del Pd hanno vinto le elezioni (2014) e si sono trovati così a governare rispettivamente la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Regione Calabria, i numeri dell’Aeroporto dello Stretto sono crollati. Reggio deve essere Aeroporto Strategico perché Reggio è Città Metropolitana: il trio magico Falcomatà, Oliverio e Romeo si sintonizzi…le vittorie di Pirro non servono a questa città (100 licenziamenti: 60 Sogas + 40 Alitalia). L’unica via per lo sviluppo di Reggio Calabria (e di Messina) è la strategia, che miri ovviamente alla conurbazione nell’Area dello Stretto e ad un sistema di trasporti veloce ed efficiente. Nessuna compagnia avrà mai interesse serio ad investire in un progetto improduttivo. Il problema non sono le compagnie, ma il territorio che siamo in gradi di offrire, la sua spendibilita’ sul piano dei servizi da garantire e anche dell’immagine da veicolare. Dal canto nostro non molleremo neanche un istante la nostra attenzione finché Reggio non avrà e sarà ciò che merita, la città che tutti i reggini hanno sempre sognato: una grande splendida città turistica che il centrodestra aveva iniziato a costruire dalle fondamenta e i cui progetti da tre anni una sprovveduta ed improvvisata classe politica al governo della regione e della città sta demolendo e oscurando”. E’ quanto scrive in una nota Francesco D’Amato, Dirigente Provinciale MNS.