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Reggio Calabria: l’Anpi ricorda Rocco Pugliese, vittima del fascismo

L’ANPI di Reggio Calabria ha aderito all’invito della famiglia Pugliese con la partecipazione all’iniziativa pubblica per ricordare il martire antifascista Rocco PUGLIESE nella nativa Città di Palmi, venerdì 25 agosto 2017 presso la Villa comunale “Giuseppe Mazzini” alle ore 21,00

benito-mussolini-640x360L’ANPI di Reggio Calabria ha in passato prestato attenzione a figure di partigiani e di antifascisti della Città di Palmi con specifiche iniziative. Rocco PUGLIESE è stato ricordato insieme ai ragazzi della scuola Secondaria di I° grado “Tito Minniti” di Palmi il 21 aprile 2016 in occasione della celebrazione del 25 aprile, festa della Liberazione. Per l’occasione L’ANPI in collaborazione con le insegnanti ha allestito una mostra itinerante presso le scuole di I° e II° grado di Palmi, dal titolo: “Antifascismo, Resistenza, Repubblica, Cittadinanza attiva”, con la quale sono stata, in distinti e personali pannelli, ricordate le storiche figure degli antifascisti: fratelli Antonino e Giuseppe BONGIORNO, vittime – insieme ad altri antifascisti palmesi – del tribunale speciale del regime fascista, condannati per lo stesso reato; dei partigiani Aldo BARBARO, Gaetano GAMBARDELLA e Giuseppe LOPRESTI, trucidati dai nazisti con la complicità dei servi fascisti; degli antifascisti della neonata repubblica  il sindaco  Francesco CABONE, e della Cittadinanza attiva la promotrice sociale compagna Memè PUGLIESE.

Rocco Pugliese, nato a Palmi il 27 gennaio 1903. Giovane studente di ragioneria, innamorato degli ideali di uguaglianza e di giustizia sociale, aveva militato nel partito socialista, per poi passare al partito comunista d’Italia dirigendone la locale sezione. I fatti del 30 agosto 1925 a Palmi, durante la festa della Varia, ove perse la vita il gerarca fascista Rocco Gerocarni, benché innocente, lo resero capro espiatorio della rabbia fascista sino alla condanna a 27 anni e 7 mesi, inflittagli dal Tribunale Speciale del regime fascista nel novembre 1928. Rocco Pugliese fu rinchiuso nel penitenziario di Santo Stefano, dove il 17 ottobre 1930, dopo torture e sevizie, fu strangolato ed ucciso dai secondini, che giustificarono la morte come suicidio. Fra le testimonianze delle torture inflitte vi è anche quella del detenuto Sandro Pertini, che raccontò: “una notte fui svegliato da un grido soffocato <mamma, mamma>. L’indomani fu sparsa la voce che Rocco Pugliese si era impiccato, ma il suicidio non era che una messa in scena. Pugliese era stato ucciso dai carcerieri.” Il corpo non venne mai restituito ai familiari che appresero della sua morte solo casualmente. Rocco, che si era ribellato alla dittatura fascista, fu trucidato per aver voluto difendere le proprie idee.