Reggio Calabria, Dieni: “Oliverio e Falcomatà favoriscano acquisizione pubblica”

Ex Liquichimica, Dieni: «Oliverio e Falcomatà favoriscano acquisizione pubblica»

Dienicamera2«Il sindaco della Città metropolitana e il presidente della Regione Calabria facciano quanto in loro potere per favorire l’acquisizione da parte di soggetti pubblici dell’area ex Liquichimica di Saline Joniche». È l’appello contenuto in una lettera che la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni ha inviato a Giuseppe Falcomatà e a Mario Oliverio. A entrambi la parlamentare ha inoltrato una richiesta che proviene direttamente dalla società civile e che andrebbe valutata con attenzione dalle istituzioni. «La proposta – spiega Dieni – prevede che l’area occupata dall’ex Liquichimica Biosintesi, presso il Comune di Montebello Jonico, ora di proprietà della Saline Ioniche progetto integrato (Sipi), venga acquisita da soggetti pubblici calabresi, come auspicato dal curatore fallimentare. Lo stesso, a quanto risulta dalla stampa, ha scritto ai Comuni di Montebello Jonico, Bagaladi, Calanna, Condofuri, Porto Salvo, Motta San Giovanni, Reggio Calabria, San Lorenzo, alla Città Metropolitana, alla Regione Calabria e alle associazioni che si sono opposte alla creazione della centrale a carbone, invitandoli a presentare una manifestazione di interesse, anche in forma consorziata, per l’acquisto dei terreni».

«Si tratta – continua la deputata 5 stelle – di un’occasione unica per promuovere un investimento utile al territorio, che produrrebbe occupazione legata al turismo e che consentirebbe di recuperare una delle zone più affascinanti della Calabria, ora sfregiata da orrendi residuati industriali. La sottoscritta e il Movimento 5 Stelle si sono sempre schierati convintamente contro ipotesi alternative, come il progetto della realizzazione di una centrale elettrica a carbone. Anche i fautori di tale proposta devono prendere atto, tuttavia, che dopo l’abbandono da parte della Repower non esistono ipotesi alternative a quella di riqualificare la zona. L’unica scelta in opposizione a quella del ripristino di un’oasi naturale, che rappresenterebbe un unicum per la particolarità e la varietà della flora e della fauna locali, è quella di mantenere Saline Joniche esattamente com’è: non solo una cicatrice su una parte straordinaria della Calabria, ma anche la testimonianza di un passato di fallimento e di degrado per lo sviluppo del nostro del nostro territorio. L’ex Liquichimica può essere quindi la testimonianza di un passato che non passa o l’idea di un futuro possibile, caratterizzato da uno sviluppo equilibrato ed ecosostenibile». «Se avete intenzione di lasciare dopo il vostro passaggio l’immagine di amministratori abili al massimo a galleggiare in mezzo alle tempeste delle vostre rissose maggioranze, cercando di non disturbare le incrostazioni di ricchezza e di potere che hanno condannato per decenni la nostra terra all’immobilismo e alla povertà – è la conclusione della lettera che Dieni ha inviato a Falcomatà e Oliverio –, ignorate pure queste righe. Ma se vorrete consegnare a chi verrà domani una terra anche solo di poco migliore, questa è la vostra occasione: sediamoci e costruiamo assieme un progetto autenticamente condiviso, scegliendo di restituire alla Calabria il suo incredibile patrimonio naturalistico e un progetto di cui esser fieri».