Reggio Calabria, Dieni: “interventi urgenti per i pazienti della provincia”

Dialisi, Dieni: «Interventi urgenti per i pazienti della provincia di Reggio»

Dienicamera2«Il ministro della Salute garantisca le cure agli emodialitici della provincia di Reggio Calabria agli stessi costi e condizioni dei malati del resto d’Italia». È quanto chiede la deputata del M5S Federica Dieni in una interrogazione parlamentare rivolta alla titolare del dicastero, Beatrice Lorenzin. «Reggio e la sua provincia – spiega la portavoce del Movimento alla Camera –, soffrono da almeno 15 anni di una grave carenza di posti-dialisi per i pazienti uremici. Ad oggi il territorio in questione dispone di un posto dialisi per 6.042 abitanti, contro i 3.010 di Vibo Valentia, i 4.059 di Cosenza, i 4.715 di Catanzaro e i 5.636 di Crotone. Anche in relazione alla logistica, la provincia dispone di soli 6 centri, cioè uno ogni 92.639 abitanti, contro i 5 di Vibo Valentia (uno ogni 32.503), i 16 di Cosenza (uno ogni 44.650) e i 7 di Catanzaro (uno ogni 51.865)». «In particolar modo – prosegue Dieni –, l’Unità operativa di Nefrologia del Grande ospedale metropolitano di Reggio ha colmato da tempo l’intera disponibilità di posti, con i malati costretti ad andare fuori città per sottoporsi al trattamento emodialitico per tre giorni alla settimana, ovvero 155 volte l’anno. I pazienti devono perciò percorrere dai 30 ai 60 chilometri per raggiungere i centri dialisi più vicini e seguire una terapia di almeno quattro ore che, almeno nel 20% dei casi, ha come effetti collaterali ipotensione, nausea, vomito e in altri casi, soprattutto nei più anziani, può comportare anche complicanze più serie».

Dieni dispone dei dati riferiti ai pazienti costretti a fare dialisi lontano da Reggio:  «Ci sono 13 persone che si sottopongono ai trattamenti nel centro di Scilla, a 20 chilometri dal capoluogo, altre 25 devono che devono raggiungere Messina, per un tragitto di circa 15 chilometri con relativo traghettamento di 30 minuti e ritorno, più le 5 di Melito Porto Salvo, per un totale di 20 chilometri e ritorno. A tutti questi pazienti bisogna poi aggiungere quelli che dovrebbero far capo ai centri di Melito e Scilla e che, per mancanza di disponibilità di quelle strutture, sono costretti a fare la dialisi in Sicilia, e quelli che, arrivati alla fase terminale dell’insufficienza renale, hanno la necessità di iniziare il trattamento salvavita». «Un “esodo” di questo tipo – commenta la deputata 5 stelle –, oltre a rappresentare un vero e proprio calvario per i malati, comporta anche un incremento della mobilità sanitaria passiva che, a fine 2016, vedeva la Regione Calabria con un saldo passivo di -256 milioni che la rende penultima in graduatoria, superata solo dalla Regione Campania (-281 milioni). Tutto questo è ancora più inaccettabile dal momento che il Grande ospedale metropolitano, da oltre 10 anni, ha indirizzato appelli alle istituzioni al fine di creare un nuovo Centro dialisi in città. L’Asp, tuttavia, ad oggi non ha trovato alcuna soluzione per adeguare l’offerta di posti di emodialisi alla domanda dei pazienti». «L’amministrazione comunale di Reggio – conclude Dieni – recentemente ha messo a disposizione dell’Asp un immobile, già ristrutturato, affinché lo utilizzi per allestire un centro dialisi in città. Per completarlo, però, è necessario provvedere all’allestimento di un impianto di osmosi, mentre i monitor per dialisi e le poltrone/letti verrebbero forniti “in service” dalle aziende aggiudicatarie della gara per la fornitura del materiale per dialisi per la Regione Calabria. La speranza è che si faccia di tutto per attivare al più presto questo presidio».